Retribuzioni, i reggiani tra i più pagati d'Italia nel settore privato

Il report JobPricing: con 30.913 euro la nostra provincia si colloca in quinta posizione a livello nazionale per stipendi medi annuali

REGGIO EMILIA. Una retribuzione media di 30.913 euro lordi all’anno, che colloca Reggio Emilia nella top ten delle province italiane. È quanto emerge dal Geography Index 2015, il report condotto da JobPricing con l’obiettivo di fornire indicazioni sui territori in cui un lavoratore può cogliere opportunità di crescita retributiva.

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Oltre 140 mila i profili esaminati in tutta Italia tra il 2014 e il 2015, per un’analisi realizzata dall’organizzazione nata proprio con l’intento di rendere più trasparente l’opaco mondo delle retribuzioni. Una fotografia della situazione nel nostro Paese scattata focalizzando lo studio sui lavoratori assunti con forme di lavoro dipendente, a tempo determinato, indeterminato o contratto in somministrazione. Dal rapporto sono escluse invece le forme contrattuali atipiche come gli stage, le collaborazioni, i contratto a progetto e le partita Iva.

Il report contiene la graduatoria retributiva delle venti regioni italiane e la graduatoria delle 110 province, suddivise in tre “fasce di merito”: i promossi dal primo al 36mo posto, i rimandati dal 37 al 72 posto, i bocciati dal 73mo al 110mo posto: «Sempre più nel mercato la scelta di un posto di lavoro è soggetta a valutazioni basate sulla sede di lavoro – si legge nel report – A ogni territorio corrisponde un tessuto di aziende ben diverso, settori differenti, e opportunità più o meno diffuse, e in aggiunta la distanza dal proprio domicilio influisce nella ricerca di lavoro. Tale contesto determina differenze tra la retribuzione che un lavoratore, anche a parità di professione, può percepire in una provincia piuttosto che in un'altra».

Con 30.913 euro lordi all’anno, pari al +3,4% rispetto alla media emiliano-romagnola, la nostra provincia si colloca in quinta posizione a livello nazionale, in una classifica capitanata da Milano (con 34.508 euro di retribuzione all’anno), Bolzano (32.897 euro) e Genova (31.404 euro). Il dato medio per l’Emilia-Romagna, invece, è pari a 29.894 euro di retribuzione all’anno.

«Il dato reggiano non mi stupisce – commenta il segretario provinciale Cgil, Guido Mora – Da sempre Reggio è tra le province in cui i salari sono confortati da un contesto positivo nonostante la crisi, che ha peggiorato le condizioni delle retribuzioni senza abbatterle completamente».

GRAFICA La forbice nord-sud, dalla Lombardia alla Sardegna

Ed è proprio dalla prospettiva del sindacalista che Mora analizza il rapporto, rintracciando le ragioni all’origine di questo risultato nelle capacità di contrattazione dei lavoratori, nel tessuto imprenditoriale provinciale e nel ruolo dell’export. «Nella nostra provincia – aggiunge – c’è da sempre una presenza sindacale diffusa che produce effetti positivi. Una buona parte di retribuzione che fa la differenza è dovuta ad una contrattazione aziendale costruita nel tempo, che produce in tante aziende effetti di una certa consistenza, grazie alla capacità di realizzare contrattazione con lavoratori coalizzati».

GRAFICA La classifica di tutte le province italiane

Ma, secondo Mora, è anche il sistema produttivo reggiano a fare la differenza rispetto alla situazione in cui si trovano altre province: «Da noi c’è un sistema manifatturiero rilevante, nel quale la capacità tecnologica è davvero degna di nota. Credo che anche questo elemento rappresenti un valore aggiunto in grado di produrre una importante capacità di contrattazione da parte dei lavoratori».

Il confronto tra le province emiliano-romagnole

Una caratteristica quest’ultima che per il segretario provinciale Cgil contraddistingue l’intero distretto regionale, come testimoniato anche dalla graduatoria JobPricing. Fra le altre province emiliano-romagnole, infatti, Parma si colloca appena un gradino sopra Reggio, in quarta posizione con una media retributiva annua di 31.273 euro, all’interno di una top ten che vede la nostra regione rappresentata anche da Ravenna (settima con 30.787 euro) e Bologna (nona con 30.436 euro).

Maglia nera, invece, per le province del sud e delle due isole: Medio Campidano, Crotone, Messina e Oristano, che non arrivano ciascuna a raggiungere i 23 mila euro all’anno. «Il distretto emiliano è un elemento importante per la nostra situazione retributiva - conclude Mora – Esiste una filiera emiliano-romagnola, nella quale l’export rappresenta un fattore fondamentale, dal momento che in questi anni di crisi quel pezzo di economia rivolto all'export è riuscito a difendersi meglio di altri settori».