«Casa protetta, chi ci guadagna?»

Casalgrande, i 5 Stelle: «Ben 817 mila euro in più, non è una differenza leggera»

CASALGRANDE. «Se abbiamo fondati motivi che giustificano perplessità nella procedura che ha assegnato la gestione della nuova "Casa residenziale per anziani" in affidamento ad Rti, non tenendo conto dell'unica offerta concorrente che avrebbe fatto risparmiare alle casse comunali 817.000 euro, oltre una durata della concessione inferiore di 3,5 anni e tutti i costi di servizio notevolmente inferiori per i cittadini, altrettanto ci sconcerta la superficialità con cui il sindaco Vaccari liquida la questione, definendo il piano finanziario Rti "leggermente più importante"». E’ quanto afferma il Movimento 5 Stelle, che chiede al sindaco di spiegare ai cittadini «il concetto per cui si possano definire 817.000 euro una "leggera" differenza, svilendo il valore di una cifra del genere a fronte delle grandi sofferenze che tanti stanno vivendo causa questa crisi storica. Ci dica quindi chiaramente se è irrilevante per lui, che i cittadini anziani, disabili e le loro famiglie debbano pagare i servizi offerti di un piano tariffario nettamente più oneroso».

«E' evidente che l'offerta Rti – prosegue il M5S – si rivolge e privilegi un mercato sociale medio-alto alla buona faccia degli ideali nobili della nuova sinistra. Che dire dei quindici posti in più ? Sarà soddisfazione di altrettanti cittadini purché facoltosi. Per quanto riguarda la logica del massimo ribasso, è bene ricordare al sindaco come nel bando era chiaramente espresso che l'aggiudicazione doveva tener conto e privilegiare l'offerta economicamente più vantaggiosa. A questo punto vien logico chiedersi: vantaggiosa per chi? In ogni caso, non si rilevano smentite rispetto i punti critici da noi sollevati, sostanzialmente confermati».

«Chissà se dietro l'ormai noto punteggio "zero" assegnato dalla commissione aggiudicatrice, per un palese e banale errore di trascrizione in offerta, per il quale è stata rigettata la richiesta di rettifica, con una valutazione che ha determinato la sconfitta di Ati nella gara d'appalto, ci sia semplice rigidità, negligenza o volontà per privilegiare i più ricchi. Le risposte date in consiglio dalla giunta e nella recente replica sul giornale del sindaco non soddisfano questi interrogativi. Sarebbe anche interessante sapere se e quali riflessioni su questa vicenda sono state espresse dai vari gruppi consiliari allora presenti, quando venne deliberata questa assegnazione, dei quali il capogruppo della maggioranza era appunto l'attuale sindaco».