Il caso del 118 ora approda in Regione

L’allarme sui rischi che corre la gestione del soccorso era partito da Reggio. Il M5s chiede “soluzioni immediate”

REGGIO EMILIA. L’allarme, partito da Reggio, sui rischi che corre la gestione del soccorso gestito dalla Centrale operativa 118 Emilia Ovest, è arrivato in consiglio regionale. A portarcelo è stata Raffaella Sensoli, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e vice presidente della Commissione regionale sanità. La Sensoli ha presentato una interrogazione che prende proprio le mosse da questo allarme e chiede alla Regione di «proporre nella Conferenza Stato-Regioni un aggiornamento della normativa riguardo alle figure professionali infermieristiche per una maggiore valorizzazione della loro professione e formazione, l’avvio di un piano straordinario di assunzione di personale medico ed infermieristico per far fronte all’emergenza».

Nell’interrogazione la consigliera del Movimento 5 Stelle prende spunto anche dai recenti casi di procedimenti disciplinari verso i medici dell’emergenza che a Bologna, Modena, Ravenna e Piacenza hanno redatto procedure e istruzioni operative che regolano l’intervento di infermieri sulle ambulanze del 118, attribuendo al personale infermieristico compiti di diagnosi, prescrizione e somministrazione di farmaci soggetti a controllo del medico. «Crediamo che questa situazione rischi di contrapporre ancor di più medici e infermieri che invece a nostro avviso vivono sulla propria pelle gli effetti di decisioni miopi di chi governa la sanità in Emilia-Romagna e che hanno contribuito a determinare casi come questi - spiega Raffaella Sensoli -. Per questo, tenendo ferma la convinzione che il rapporto tra competenze e responsabilità professionali non può essere, nemmeno in parte, disgiunto, chi si fa carico di attività che non gli competono e si assume responsabilità che possono configurare lineamenti di rilevanza penale in caso di accadimenti nefasti, bisogna trovare delle soluzioni immediate».

Per questo la consigliera del M5s nella sua interrogazione chiede alla Giunta se non ritenga opportuno «proporre nelle sede di confronto Stato/Regioni un aggiornamento della normativa a riguardo alle figure professionali infermieristiche per una maggiore valorizzazione della professione e formazione» oltre ad «avviare un piano straordinario di assunzioni» sia di personale medico che infermieristico per «alle carenze esistenti nelle strutture ospedaliere ed ai carichi di lavoro sempre più gravosi derivanti dall’aumento della complessità della cura dei pazienti». «Anche perché dal prossimo 25 novembre - conclude Raffaella Sensoli - a seguito dell’adeguamento ad un’apposita direttiva europea sembra che i medici ospedalieri non potranno svolgere più gli attuali carichi di lavoro straordinario, non sarà più possibile superare le 48 ore settimanali con 13 ore di durata massima per i turni più lunghi, e dovranno essere garantiti 11 ore di riposo minime».

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