Dalla Coop al Conad: a Reggio Emilia tutto aperto anche per Ognissanti

Già decise le aperture anche dell'8 dicembre e del 6 gennaio. I sindacati ormai sulla difensiva: "I lavoratori però hanno il diritto di rimanere a casa"

REGGIO EMILIA. Per i lavoratori del commercio il 1° novembre, l’8 dicembre e il 6 gennaio sono diventati a tutti gli effetti giorni lavorativi. Compresi i dipendenti della Coopconsumatori Nord Est (a breve Coop Alleanza 3.0) per i quali queste tre festività non sono tra quelle comprese nel contratto integrativo aziendale.

Quindi anche gli iper Ariosto, Meridiana e Baragalla, resteranno aperti in queste tre festività per tutto il giorno, mentre gli altri supermercati Coop lo saranno solo al mattino. Aperture come se si trattasse di una normale domenica e non della festività di Ognissanti anche nei supermercati Conad (con orari che variano a seconda del punto vendita), Sigma, Gigante, Lidl, Eurospin per quanto riguarda la grande distribuzione.

A questi si aggiungono, così come è accaduto a Ferragosto, per i negozi di abbigliamento appartenenti a gradi catene come Sorelle Ramonda e Coin, che in quell’occasione avevano rotto gli ultimi tabù. Lo stesso accadrà anche il primo novembre, per punti vendita del marchio Diffusione Tessile (gruppo Max Mara), Fontanili e Toschi Moda (entrambi di Quattro Castella), solo per citare alcuni casi.

Mentre lungo la via Emilia le aperture saranno tutte da scoprire. Insomma una nuova escalation di aperture festive, che da qui a fine anno si riproporrà non solo la domenica ma anche nelle altre festività.

La prima cartina tornasole della reazione dei lavoratori del commercio sarà quella di domenica 1° novembre per la quale, ha spiegato Enrico Gobbi di Fisascat Cisl, «i sindacati non hanno proclamato uno sciopero, ma rivolto un invito ad astenersi dal lavoro».

Una scelta dovuta non tanto allo scarsa adesione agli scioperi del passato, ma sostengono Luca Chierici di Filcams - Cgil ed Enrico Gobbi di Fisascat - Cisl, «al fatto che la Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto dei lavoratori ad astenersi dal lavoro festivo, per cui si sarebbe trattato di uno sciopero inutile». I sindacati del commercio in questa fase sono impegnati nel rinnovo del contratto nazionale che si presenta tutt’altro che facile. «Se l’accordo è stato raggiunto con la Confcommercio, (che rappresenta l’85% del settore), non altrettanto è accaduto con la grande distribuzione e con Coop e Conad e per questa ragione sono già state proclamate per il 7 novembre e il 19 dicembre due giornate di sciopero», spiegano i sindacati.

Rispetto alle festività dal primo novembre a fine anno, Filcams-Cgil, Fisascat- Cisl e Uiltucs Uil, hanno diffuso un comunicato nel quale invitano i lavoratori ad astenersi dal lavoro festivo. Un invito che trova ulteriore forza nella sentenza della Corte di Cassazione del 7 agosto scorso che «ha confermato la legittimità per i lavoratori del rifiuto della prestazione lavorativa nei giorni festivi.

Un principio ripreso anche dal contratto nazionale di lavoro, confermando che il lavoro festivo è da ritenersi volontario. Per questo è indispensabile arrivare in tempi rapidi alla modifica della norma attuale che deregolamenta le aperture per tornare a un sistema di regole in capo alle amministrazioni locali che possono tarare le aperture domenicali in base alle esigenze dei territori».