«Reggiane ai senzatetto? Il seminario è vuoto»

Toni accessi alla riunione del comitato Santa Croce contro la proposta del vicesindaco Sassi

REGGIO EMILIA. «Non capisco perché si debba tirare sempre in ballo Santa Croce. Scusate, il seminario è vuoto. Perché non metterli lì?». Non è piaciuta affatto al comitato Ascoltare Santa Croce la provocazione lanciata dal vicesindaco Matteo Sassi sul giornale di strada, Piazza Grande, che ha indicato nelle ex Reggiane «un edificio che potrebbe diventare un luogo di accoglienza per persone senza dimora». Parole al centro di un forte dibattito nell’assemblea di quartiere di martedì sera, dove i toni si sono accesi e a farne le spese è stata l’assessore all’Agenda digitale, Valeria Montanari, invitata per illustrare il progetto comunale sul riuso degli edifici.

Il tema è stato sollevato durante la parte della serata riservata alle domande della platea, innescando subito la polemica. E sulla questione è tornato ieri anche Stefano Buffagni, tra i portavoci del comitato, che si dice «senza parole»: «Non capiamo come un centro per l'innovazione che si annuncia ipervanzato possa coesistere con una casa di accoglienza – attacca Buffagni – solo a Reggio si possono inventare queste soluzioni. È una strategia che non sta nè in cielo nè in terra». Ma non è questo l’unico motivo per il quale l’idea è fortemente osteggiata dal comitato: «In ogni emergenza il primo quartiere che viene coinvolto è sempre Santa Croce – aggiunge Buffagni – Noi faremo un’opposizione dura. La parte sud della città non sta subendo quello che subiscono da tempo Santa Croce e la stazione. Reggio si vanta di fare integrazione, ma c’è una parte della città che non l’ha mai fatta».

Di qui la contro-provocazione: ospitare i senza tetto nel seminario. La struttura, messa in vendita dalla curia, è in gran parte vuota. Ma non è di proprietà del Comune. «Ci sono casolari vuoti a Canali. Usiamo quelli», conclude Buffagni. Ma sull’ipotesi di utilizzare le Reggiane come struttura di accoglienza cambia il tiro anche il vicesindaco, che ieri ha fatto sapere che «non è nostra intenzione creare un vero e proprio centro di accoglienza nella Palazzina, anche perché non vi sarebbero le condizioni, ovvero né le risorse, né gli standard previsti dalle norme».

Per Sassi, «contrastare il degrado con una rete che coinvolga i senzatetto, che sia in grado di generare aiuto alle persone in difficoltà e controllo sociale, maggiore sicurezza e decoro, è il vero tema su cui lavoriamo riguardo a via Agosti, coinvolgendo gli operatori di strada, i nostri servizi sociali e le diverse associazioni e organizzazioni presenti a Santa Croce». Progetti da realizzare «chiamando in causa direttamente, quali soggetti attivi, le diverse persone che tuttora vivono, in condizioni indecorose, nella Palazzina uffici delle ex Reggiane». Il modello è l’iniziativa “Puliamo le Reggiane”, lanciata a giugno da Piazza Grande: «Il senso complessivo della mia proposta, la cui fattibilità è appunto da misurare, è il decoro dell'intera zona delle Reggiane e quindi di Santa Croce, costruendo una continuità con altre iniziative. Una organicità e continuità di azione in questo senso può far sì che il degrado non vada oltre, cioè non scivoli sull'altro versante della stessa via Agosti». (e.spa.)