I pc del progetto Dejavu alla Fiera dell’elettronica

Scandiano: la vendita dei computer ricondizionati grazie ai ragazzi disabili servirà a sostenere le attività dell’associazione Credere per Vedere

SCANDIANO. I computer fatti rivivere dai ragazzi disabili in vendita alla fiera di Scandiano, uno dei massimi appuntamenti regionali sull’elettronica. Sabato e domenica, nei vastissimi spazi espositivi della fiera dell’elettronica di Scandiano, ci saranno anche dei protagonisti speciali, i macchinari recuperati dall’associazione di volontariato Credere per Vedere, che opera con ragazzi disabili per ricondizionare computer dentro al progetto Dejavu.

All’interno del conosciuto evento, Credere per Vedere sarà presente con una postazione dove verranno venduti a cifre contenuti molti dei computer ricondizionati attraverso il Progetto Dejavu. Sarà l’occasione per comprare pc funzionanti, adatti magari non ai programmi di ultimissima generazione ma più che sufficienti per scrivere, per fare calcoli e per consultare internet, a prezzi molto bassi. Con qualche decina di euro sarà possibile portarsi a casa un “computerino” domestico in buono stato.

Il ricavato degli acquisti verrà utilizzato per sostenere le attività dell’associazione stessa e in particolare Dejavu, che vede collaborazione la cooperativa sociale scandianese Zora, il Comune di Scandiano e l’associazione reggiana Credere per Vedere. Al centro, la possibilità di recuperare vecchi computer ormai inutilizzati e ricondizionati: sullo stesso macchinario, risistemato tecnicamente, vengono installati nuovi programmi più leggeri che consentano all’attrezzatura, anche se non più di ultima generazione, di garantire delle buone prestazioni, soprattutto per funzioni educative e basilari, come scrivere e viaggiare in internet. Questo intervento sui computer viene fatto da alcuni volontari esperti assieme ai ragazzi diversamente abili seguiti dalla cooperativa Zona nell’intero territorio pedecollinare. La base di partenza sono computer regalati da aziende, associazioni e privati, che piuttosto che buttare via l’attrezzatura la rendono disponibile al progetto. In questi anni hanno partecipato catene di negozi, imprese, associazioni di categoria con molti uffici e quindi molti macchinari da mettere a disposizione. Le ricadute positive sulla zona sono state numerose, perché gran parte dei computer ricondizionati vengono donati a scuole, strutture educative o sanitarie, che così possono aumentare la propria dotazione informatica, e quindi i servizi agli studenti e agli utenti, senza ulteriori costi.