Vendono merce taroccata Denunciati due giovani

Casalgrande: i due rumeni sono stati fermati dai carabinieri in un’area di servizio Offrivano telefoni, coltelli da cucina e gruppi elettrogeni con marchi contraffatti

CASALGRANDE. Telefoni, coltelli da cucina e gruppi elettrogeni taroccati, che portavano marche prestigiose in realtà falsificate, venduti in un distributore. Inizia a diradarsi la foschia sulle vendite di prodotti contraffatti emerse nelle ultime settimane nel comprensorio ceramico, su cui i carabinieri stavano investigando da tempo. Lunedì pomeriggio i militari della stazione di Casalgrande hanno fermato due ragazzi rumeni che – nello spiazzo della grande stazione di servizio con bar e distributore di benzina lungo la Pedemontana – stavano proponendo diverso materiale alle persone che si fermavano per un caffè o per un rifornimento alla propria automobile. Il luogo era scelto bene, perché la variante della Pedemontana è trafficatissima e la stazione di servizio è sempre frequentata. Peccato per loro che anche i carabinieri abbiano notato le contrattazioni e li abbiano fermati per capire cosa stesse succedendo e perché ci fossero questi assembramenti nel parcheggio.

La perquisizione dei due giovani ha fatto saltare fuori cinque telefoni cellulari Samsung Galaxy S6 (il prodotto di vertice della Samsung), ottantacinque set di coltelli Royality di varie misure ed un gruppo elettrogeno Power Craft. In realtà non si trattava di Samsung, Royality e Power Cratfs, ma di materiale contraffatto, dal valore commerciale molto inferiore, su cui erano stati apposti i marchi più prestigiosi così da favorirne la vendita.

Inoltre, nelle tasche dei due c’erano oltre 3000 euro in contanti, quasi certamente frutto dello smercio. Dalle prime verifiche, sembra che i prodotti arrivino dall’estero, dove vengono realizzati a un prezzo molto inferiore rispetto ai modelli ispiratori. Sin qui nulla di male, il problema arriva quando li si fa entrare illegalmente in un altro stato e soprattutto quando vengono alterati marchi e etichette per poterli presentare come attrezzature di pregio.

I clienti non mancavano mai, perché telefonini, coltelli e gruppo elettrogeno venivano proposti a un costo inferiore a quello di mercato dei pezzi “originali”, ma comunque molto superiore a quello delle sottomarche poi taroccate per renderle simili a Samsung, Royality e Power Craft.

E anche sull’origine dei prodotti si dovrà lavorare, per capire se siano rubati, acquistati all’estero e come siano a ogni modo entrati in Italia.

Al termine del controllo, i due sono stati denunciati a piede libero con le accuse di truffa in concorso e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, e ovviamente materiali e denaro contanti sono stati sequestrati dai militari. La questione non si ferma qui, perché i due venditori trovati a Casalgrande rappresentano solo una delle diramazioni di una rete commerciale clandestina.