I sindaci reggiani studiano il “catasto anti-amianto”

Rubiera: l’operazione avviata da anni dal Comune anche con l’utilizzo dei droni pronta per essere adottata in tutta la provincia per censire le coperture in eternit

RUBIERA. Il catasto amianto rubierese un modello per tutto il territorio reggiano. Il lavoro avviato dal Comune di Rubiera nel 2009, una verifica capillare di tutte le presenze di amianto negli immobili presenti sul territorio, è stato infatti presentato all’assemblea dei sindaci reggiani lunedì scorso nella sede della Provincia, a Palazzo Allende, a Reggio.

Potrebbe essere la prima tappa perché modalità simili vengano adottate anche negli altri Comuni della provincia come buona prassi da mettere in pratica. Rubiera è un paese che porta ancora le dolorose ferite dell’amianto.

Per decenni ha ospitato una delle aziende legate a Eternit, la multinazionale che produceva coperture e isolanti a base di amianto, prima che l’altissima pericolosità di questo materiale diventasse chiara.

Quasi cinquanta abitanti sono morti per tumori e problemi ai polmoni causati dall’esposizione costante alle polveri di amianto, le loro famiglie sono ancora invischiate nelle lunghissime battaglie legali avviati contro la proprietà svizzera. A Rubiera il tema amianto è quindi particolarmente sentito, e nel 2009 – per prevenire altri rischi – è partita un’analisi dettagliata degli immobili e delle loro coperture, per catalogare tutti gli infissi presenti e programma la loro rimozione o messa in sicurezza.

Il risultato è il Catasto Immobili Amianto Rubiera (Ciar), che ha permesso di censire negli anni 227.175 metri quadrati di coperture con presenza di amianto negli edifici privati, mentre quelli pubblici sono da tempo a norma.

Di questi 227.175 metri quadrati, 108.825 sono già stati bonificati, 43.000 messi in sicurezza ed altri 75.350 attualmente parte di procedure aperte. Nelle scorse settimane, un riconoscimento del lavoro rubierese è arrivato dalla scelta del paese sulla via Emilia come sede per i test di un nuovo progetto di mappatura dell’amianto dall’alto, usando dei droni. L’Aerodron, l’azienda responsabile della sperimentazione, ha chiesto all’amministrazione di collaudare i propri strumenti di rilevazione spettrografica a Rubiera, dove la presenza del catasto garantisce un’eccellente controprova ai risultati ottenuti coi droni. I primi decolli hanno fornito dati molto vicini a quelli dell’elenco tradizionale, anche se il raffronto dettagliato non è ancora completato. Ora si pensa di esportate l’esperienza altrove.

Nell’aprile 2015, durante un convegno sull’amianto a Rubiera, il presidente della Provincia Giammaria Manghi si era impegnato in questo senso, e lunedì 28 settembre il primo cittadino rubierese Emanuele Cavallaro ha presentato il Ciar a tutti gli altri colleghi reggiani durante l’assemblea dei sindaci, fornendo materiale e una dispensa con tutto il materiale usato, fra cui i modelli delle lettere da inviare ai proprietari per avviare il procedimento amministrativo di bonifica.

«Uno dei “nuovi” ruoli della Provincia è proprio quello di coordinare e supportare amministrativamente i Comuni, valorizzando e cercando di condividere le tante buone pratiche che le pubbliche amministrazioni reggiane hanno messo in campo nel tempo» – sottolinea Manghi. Mentre Cavallaro ribadisce che, prima ancora dell’impegno istituzionale, «la sensibilità della comunità su questi temi è comunque fondamentale e a Rubiera la collaborazione dei cittadini è stata preziosa, basti dire che su 258 procedimenti avviati, non abbiamo riportato nessun ricorso e abbiamo dovuto procedere a solo 5 segnalazioni alla procura per inadempienza».