Montecchi: «Regalo la casa agli artisti»

Restaurata e trasformata in atelier per mostre ed eventi, il 3 ottobre inaugura l’abitazione di Castagneto in cui è nato

BAISO (Reggio Emilia)   Un luogo dove ospitare mostre ed eventi culturali. Ma anche una casa da aprire agli artisti, affinché tra i boschi e la vista del monte Valestra possano trovare ispirazione per le loro opere. Il 3 ottobre, a Castagneto di Baiso, sarà aperto il centro civico culturale nella casa natale di Vasco Montecchi, scultore di fama mondiale.

Per l’occasione ci sarà una mostra dedicata al maestro e ad alcuni dei suoi compagni di strada: saranno presenti noti artisti da ogni parte del mondo con alcune loro opere, tra cui il brasiliano Robert Rocca e il giapponese Itto Kuetani. In questo progetto, che arricchirà notevolmente il territorio di Baiso, è racchiuso il senso dell’esistenza di Montecchi.

C’è il ritorno alle sue origini, l’amore per l’arte, l’altruismo verso i giovani talenti che potranno trovare qui quegli spazi che lui si è ritagliato con grande fatica. E c’è soprattutto la sua idea democratica di cultura, da diffondere e divulgare. In questo centro, che in futuro sarà donato al Comune, c’è quella coerenza, onestà intellettuale e autenticità morale che la critica gli ha riconosciuto.

OMAGGIO ALLA MOGLIE. Lo scultore e l’amatissima moglie Renza Beggi, scomparsa nel 2010, avevano da tempo scritto nel loro testamento che gli averi personali sarebbero andati «al popolo, ai disabili e agli anziani». Dopo la morte della consorte, con la quale ha condiviso 46 anni di vita, Montecchi ha iniziato a pensare come onorare quella volontà comune.

«Di certo non volevo lasciare i soldi in banca», scherza l’artista. E così un anno fa, in occasione della mostra dedicata alla sue opere, promise che avrebbe restaurato la casa natale. «In quel momento pensai a mia moglie e a quello che ci eravamo sempre detti», ricorda l’artista, che riconosce alla consorte di averlo sempre sostenuto e spinto a proseguire nel suo lavoro.

IL CENTRO. In un anno la promessa è stata mantenuta e i lavori, diretti dall’architetto Giorgio Menozzi, hanno restituito un edificio antisismico e moderno dal punto di vista dell’efficienza energetica. L’abitazione consiste in due piani di 60 metri quadrati l’uno, destinati a laboratorio e sale espositive, e un terzo piano di 20 metri quadrati con la camera da letto per ospitare gli artisti. Nel centro civico ci sarà anche una piccola biblioteca con libri d’arte. All’esterno ci sono 1.800 metri quadri destinati a parcheggio, cortile e parco con sculture e sedute. Ci sarà anche una piccola area giochi per bimbi piccoli.

RESPIRO INTERNAZIONALE. «Questo è un progetto di livello internazionale – dice il sindaco Fabrizio Corti –. Un progetto ambizioso che ha bisogno del sostegno della Provincia e della Regione, che hanno già dato il loro patrocinio all’evento inaugurale del 3 ottobre. In questo centro non ci saranno solo opere d’arte, ma anche l’esempio di un uomo che ha deciso di trasmettere agli altri la sua arte e i suoi valori»”.

Il centro sarà gestito dall’associazione “Il Castagneto”, di cui fanno parte gli abitanti del borgo. La casa natale del maestro diverrà atelier per artisti, pittori, scultori e poeti che saranno selezionati in base al curriculum, perché l’obiettivo è dare spazio a persone di talento. Gli ospiti potranno restare uno o due mesi a Castagneto, dove potranno dedicarsi interamente al loro lavoro. Il centro è l’ulteriore conferma dell’altruismo che ha sempre animato il maestro. Il fatto che per l’inaugurazione abbia voluto al suo fianco altri artisti rappresenta la lezione di un uomo umile, che non ama stare solo al centro della scena. Una buona parte delle sculture di Montecchi è ispirata a temi sociali come la fratellanza tra gli uomini, la pace, la libertà.

Di lui la critica Aurora Marzi, in occasione di una mostra a Castelnovo Sotto nel 1990, scrisse: «Montecchi si è avvicinato alle tematiche dei suoi grandi predecessori non con l’arroganza dell’artista intellettuale, ma con l’onestà e la modestia dell’autodidatta, come lui stesso tiene a sottolineare, che ha imparato a fare scultura plasmando e intagliando la materia con le proprie mani».