"Socialismo patriottico" spaventa i vicini: "Rischiamo qualche attentato"

L'associazione che sostiene Assad e Putin ha aperto una sede in piazza San Zenone, preoccupazione fra i residenti

REGGIO EMILIA Sostengono Putin e Assad, rimpiangono i rapporti diplomatici con Gheddafi e si schierano di fatto contro l'Isis e l'estremismo islamico. Sono i membri del movimento chiamato "Socialismo patriottico", che ha aperto la sua sede a Reggio Emilia, in piazza S. Zenone. In pieno centro città insomma, scatenando la paura dei residenti del quartiere.

Gaetano Bontempelli, che abita in quella strada, non usa mezzi termini: "Nessuno può garantire che un terrorista venga a mettere una bomba. Non so se ha presente la zona, sarebbe una strage". Nato sei mesi fa dalle idee di alcuni ragazzi, Socialismo patriottico ha già aperto una sezione a Messina e una a Terni, raccogliendo in totale un migliaio di adesioni. Qui nella nostra città, racconta il presidente Stefano Bonilauri, "avremo circa una cinquantina di sostenitori. In prospettiva puntiamo ad espanderci, toccando tutte le regioni d'Italia".

Non si identificano con nessun partito attualmente esistente nel Paese, appoggiano alcune idee di Matteo Salvini sull'immigrazione ma "vanno oltre a lui" e puntano a una rottura generale con gli Stati Uniti in favore di una intensificazione politico-commerciale con Stati come la Cina. Sicuramente in controtendenza con la linea dominante in occidente ma, argomenta Bonilauri, non sono assolutamente fascisti: "Siamo socialisti patriottici e non ci identifichiamo col fascismo, anche se spesso veniamo inglobati in quella ideologia. Tuttavia vogliamo opporci alla sudditanza verso la finanza e gli Usa, per questo chiediamo l'uscita dalla Nato".

L'idea di appoggiare il regime di Assad contro l'Isis, che è poi il nocciolo della preoccupazione dei reggiani, è nata tre anni fa quando Bonilauri ha fatto un viaggio in Siria. "Una volta lì - ha raccontato - ho visto un Governo in cui convivevano pacificamente tutte le culture, contro un estremismo islamico violento e sanguinario finanziato da Turchia e Occidente". Ma in periodi di insicurezza e continui allarmi bomba la notizia dell'apertura di una sede in centro ha immediatamente scatenato l'ansia dei residenti. "Sono degli incoscienti - continua Bontempelli - ma ancora più incoscienti sono gli amministratori che gli hanno dato il permesso. Il presidente è di Cavriago, che l'aprisse lì una sezione".

Tutto il quartiere è preoccupato, soprattutto perché "nessuno può garantire che a Reggio non ci siano affiliati all'Isis. E lo sappiamo che quella non è gente che scherza". In effetti oltre al capannello di simpatizzanti presenti ieri per l'evento c'era anche, defilata ma vigile in parco Zenone, la polizia in tenuta anti sommossa. Magra consolazione, e la rabbia dei residenti si scaglia soprattutto contro gli amministratori del Comune: "Sarebbe bello chiedere al sindaco se ne sa qualcosa della vicenda, e cosa ne pensa".