Parte la maxi-bonifica delle ex Reggiane

Soprattutto idrocarburi nei terreni, una complessa opera di smaltimento e il più vasto piano di riqualificazione

REGGIO EMILIA. Ci siamo. Dopo la fase iniziale (primavera 2014) di bonifica dell'amianto presente in alcune strutture e di rimozione dei rifiuti, la bonifica delle ex Officine Reggiane inizia a muovere i suoi passi. I nuovi interventi - finalizzati alla realizzazione del Parco dell'Innovazione e al miglioramento della qualità urbana e degli spazi pubblici nel quartiere di Santa Croce - riguardano l'area compresa tra via dell'Aeronautica, via Agosti, la rete ferroviaria Fs e Piazzale Europa, all'interno della quale è collocato l'opificio storico delle ex Officine meccaniche Reggiane, ventisei ettari in totale.

I lavori consistono in interventi di bonifica, ripristino ambientale e messa in sicurezza permanente del suolo e del sottosuolo. Il Piano di caratterizzazione e bonifica ambientale dell'area, approvato dalla Provincia di Reggio Emilia, dall'Arpa e dall'Ausl dopo una accurata fase di indagine e analisi conoscitiva, è stato posto a base della gara d'appalto, pubblicata a luglio per un importo di tre milioni di euro e vinta dall'ATI (associazione temporanea d'impresa) costituita da Unirecuperi srl di Reggio Emilia (il ramo ambiente di Unieco) in associazione con le ditte Garc srl di Carpi e Nial Nizzoli srl di Correggio con la formula dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

L'approvazione dell'aggiudicazione definitiva della gara d'appalto è avvenuta il 26 agosto 2015 e lo stesso giorno è avvenuta la consegna dei lavori, con una durata del cantiere prevista in 220 giorni e consegna ad aprile del prossimo anno. Si è partiti da una serie di analisi per capire quali terreni fossero inquinati, e di quali materiali. Il tutto, su tre direttrici: acqua, suolo, aria. Dici "aria" e leggi "amianto": qui la maggior parte degli interventi sono già stati effettuati, considerato che molti capannoni hanno coperture in coppi, non in eternit.

L'altro fronte, ovvero acqua e suolo - due elementi da considerare insieme - si è concretizzato in una serie minuziosa di carotaggi (quasi un centinaio) effettuati da esperti con la supervisione di ARPA di Reggio Emilia che hanno creato un reticolo virtuale sull'area delle ex Reggiane per poi procedere all'estrazione di vari campioni, su stratificazioni differenti: obiettivo, evidenziare le aree maggiormente contaminate e la tipologia dell'eventuale contaminate e la loro tipologia.

La buona notizia è che tutto ciò che è stato trovato va classificato come rifiuti non pericolosi: si tratta di metalli inorganici, soprattutto scorie di fonderia: vernici, smalti, idrocarburi. Lavato costantemente dalle piogge, il suolo del vasto areale non è rimasto contaminato. I metalli inquinanti sono stati rinvenuti sotto la superficie dei terreni, sino ad un massimo di due metri e mezzi di profondità: un vasto strato d'argilla ha di fatto svolto le funzioni di "isolante naturale".

Come si procederà? Non con un lavoro dozzinale di ruspe e bulldozer: bisogna "affettare" i terreni in orizzontale, strato dopo strato, per poi stoccare temporaneamente i materiali in uno dei capannoni dove verranno rianalizzati e suddivisi per tipologie prima di essere smistate nelle discariche. Il tutto, anche per criteri di economicità: separare gli inquinanti consente di smaltirli a costi inferiori. Tra le opere già completate, la rimozione delle cisterne di calcestruzzo sotto le quali si sono depositati gasolio, morchie, nafta e altri idrocarburi.

La bonifica riguarderà 60 mila metri quadrati: una minima parte dell'areale che vanta una superficie di 26 ettari, ma va detto che ampie zone non hanno affatto bisogno di risanamento ambientale, perché ovviamente le lavorazioni industriali erano concentrate in settori ben precisi dei quattro quadranti in cui le ex Reggiane sono divise, separate dal "braccio storico" di viale Ramazzini

La prossima settimana la Stu Reggiane spa (costituita nel febbraio scorso) pubblicherà la gara d'appalto per i primi lavori di messa in sicurezza delle strutture dei Capannoni 17 e 18 (adiacenti al Capannone 19, attuale sede del Tecnopolo) nell'ambito del Programma di riqualificazione urbana (Pru) dell'area Reggiane. Si procederà su cantieri paralleli.

La messa in sicurezza delle strutture dei Capannoni 17 e 18 (adiacenti al Capannone 19, sede del Tecnopolo di Reggio Emilia) è operazione funzionale sia a garantire la stabilità delle strutture durante i lavori di bonifica dei suoli, comprese le aree sottostanti i Capannoni, sia ad accelerare le operazioni di insediamento delle aziende negli stessi. Assieme alla messa in sicurezza, verranno affidati anche i lavori di rimozione e smaltimento del cemento amianto presente sulle coperture dei Capannoni.

Parallelamente, verrà dato il via alla gara d'appalto del primo stralcio dei lavori di riqualificazione di piazzale Europa: un intervento da due milioni di euro, interamente finanziato dalla Regione, inizio lavori entro quest’anno.
Nei primi mesi del 2016 seguiranno l'appalto del secondo stralcio di piazzale Europa, della riqualificazione e apertura del braccio storico di viale Ramazzini e del recupero funzionale e architettonico degli stessi Capannoni 17 e 18.

Per la riqualificazione architettonica e funzionale del primo, l'importo previsto è di 6,5 milioni di euro; per l'intervento nel Capannone 18 l'importoè di 12.900.000 euro. Piazzale Europa “vale” 4.711.000 euro. La riapertura del braccio storico di viale Ramazzini prevede investimenti per 4.658.050 euro.

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