In ricordo di Andrea 2823 euro per la Lega fibrosi cistica

La madre della ragazza morta a 24 anni: «Ringrazio tutti per questo immenso gesto»

GUASTALLA. In tantissimi, il 6 agosto scorso, si erano ritrovati nella chiesa parrocchiale di Pomponesco (Mantova) per l’addio ad Andrea Bonazzina, l’ex studentessa dell’Istituto Russell di Guastalla – dove si era diplomata geometra – uccisa a 24 anni dalla fibrosi cistica, di cui soffriva dalla nascita.

La mamma della sfortunata ragazza, Palmira Boldrini, che ha sempre lottato accanto alla figlia, aveva invitato i tantissimi amici e tutti coloro che avevano partecipato alle esequie a rinunciare ai fiori e a devolvere eventuali offerte alla Lega italiana fibrosi cistica onlus di Parma, i cui volontari – attraverso un Centro dedicato alle persone che soffrono di questa malattia – sono sempre stati vicini ad Andrea e alla sua famiglia.

Un messaggio che è stato recepito immediatamente, al punto che – grazie alle offerte in ricordo di Andrea Bonazzina – è stato possibile raccogliere ben 2823 euro. E’ la stessa madre di Andrea, a distanza di poco più di due settimane dal funerale della figlia, a rivelare l’entità della somma per dire – come annunciato a chi di dovere – che è pronta per la consegna dell’assegno in ricordo della sua Andrea. «Ringrazio tutti per questo immenso gesto – commenta Palmira Boldrini – e per essere venuti, nonostante siano stati celebrati il 6 agosto, quando molti erano in vacanza, al funerale di Andrea. Chi era al mare, quel giorno è tornato a casa apposta ed è stato bello vedere tanti ragazzi: una gioia incredibile, nonostante il dramma che stavamo vivendo».

L’urna con le ceneri di Mathilda Andrea Carlotta (questo il nome completo della ragazza) è ora custodita a casa della mamma «e tanti amici spesso vengono a casa mia per darle un saluto. Per me è motivo si orgoglio e sollievo vedere come la “mia bambina” fosse così benvoluta. E aveva una forza incredibile, nonostante la malattia cercasse di minare il suo fisico: non si piangeva mai addosso. Lei era così, era la mia tigre, e aveva in corpo tutta quella forza con la quale ho sempre cercato di crescerla».

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