Le “Cagne pelose” in corsa per Italia’s Got Talent

La storica band di Rolo ai provini della trasmissione a Riccione. «Vogliamo portare il dialetto emiliano in tv, e piacciamo a un pubblico vasto»

ROLO. I loro concerti sono carichi di energia e abbinano la musica a una fortissima ed esilarante componente di intrattenimento tanto che, chi ha assistito a qualche loro live giura di ricordarselo ancora dopo anni. Loro sono le “Cagne pelose” e si distinguono oltre che per il ritmo trascinante delle loro esibizioni, anche per il look vichingo che portano sul palcoscenico.

La band è nata nella Bassa reggiana alla fine degli anni Ottanta e si è fatta conoscere per la propria particolare cifra stilistica in tutto il territorio.

Ora, il gruppo ha intenzione di fare un ulteriore salto di qualità e si è prefisso come obiettivo quello di partecipare a Italia’s Got Talent, il programma tv che dà spazio a chi ha talenti del tutto insoliti, che si caratterizzano rispetto alla massa. Ed è proprio il caso delle “Cagne pelose” che, qualche anno fa, hanno avuto l’idea di cantare in dialetto: una scelta vincente, che diverte moltissimo il pubblico di tutte le età che partecipa ai loro concerti. «La trasmissione andrà in onda nel marzo dell’anno prossimo – spiega Luigi Morselli, batterista delle Cagne Pelose, in arte “Lee Morse” – ma noi stiamo già scaldando i motori per partecipare all’audizione di Riccione (il 5 e il 6 settembre prossimi, ndr). Speriamo poi che l’audizione porti buoni risultati: se la superiamo arriveremo a esibirci in trasmissione davanti alla giuria composta da Claudio Bisio, Luciana Littizzetto, Nina Zilli, Frank Matano».

CI DATE UNA MANO PER ITALIA'S GOT TALENT ?!Abbiamo passato la prima selezione dell'edizione 2016.A settembre faremo...

Posted by Cagne Pelose on Lunedì 10 agosto 2015

Perché avete deciso di avventurarvi nel mondo dei talent?

«Noi pensiamo di avere uno spettacolo originale: proponiamo canzoni rock in dialetto emiliano e questo non è usuale – prosegue “Lee Morse”, che oltre a suonare nelle “Cagne pelose” si esibisce con un’altra band, “Le cotiche” – Il nostro gruppo nasce nel 1989 nella cuore della Bassa e abbiamo sempre fatto dell’ironia. della gioia e dell’allegria il nostro portabandiera. Da cinque anni, poi abbiamo deciso di caratterizzarci ulteriormente scrivendo in dialetto. Abbiamo riscosso un successo clamoroso, inaspettato: l’idea è piaciuta moltissimo e siamo molto orgogliosi di portare avanti la tradizione del dialetto che rischia un po’ di scomparire. Una delle nostre più grandi soddisfazioni è sentire i bambini che canticchiano i nostri pezzi in dialetto e sono attratti dal nostro abbigliamento volutamente ridicolo. Agli anziani piacciamo perché quando suoniamo nelle piazze si avvicinano, nonostante proponiamo del rock. Dal pubblico in età fra i 30 ai 50 anni abbiamo buon riscontro perché raccontiamo delle storie in cui loro si immedesimano».

Qualche esempio?

«Le donne che vanno all’Ikea e costringono i mariti ad andare con loro, innaffiare l’orto, la raccolta differenziata: questi sono alcuni dei nostri argomenti. Trattiamo di cose che capitano tutti i giorni e amiamo l’Emilia: basti pensare che dopo il terremoto abbiamo dedicato una canzone alla nostra Rolo. Come cocaine era la droga di Eric Clapton, così il cotechino (che in dialetto crea un’assonanza con cocaine) è la nostra droga».

Quali brani porterete se vi convocheranno?

«Se l’anno scorso, all’audizione, abbiamo presentato “Cotechino” e “Condominio” ovviamente i titoli vanno tradotti in dialetto, facile che quest’anno attingeremo dal nostro nuovo album, uscito il 27 marzo scorso, che si intitola Magna la fòia, metafora che indica il “capire al volo”. Il nostro obiettivo è quello di portare il dialetto emiliano in tv».