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Il ritorno di Baiso all’epoca bizantina

Reggio Emilia. Folla alle due giornate dedicate alla “Tavola di Bisanzio” con mercato medievale e spettacoli fino a notte fonda

BAISO. Notti “infuocate” e affollate a Baiso. L’undicesima edizione della Tavola di Bisanzio è stato l’evento che ha catalizzato l’interesse di migliaia di persone, che sabato e domenica, dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata, hanno vissuto un vero e proprio salto nel passato. Le luci delle fiaccole, i continui giochi di fuoco dei gruppi che si sono esibiti nell’anfiteatro all’aperto a ridosso del centro, le vie del paese trasformate in un mercato medioevale, le centinaia di persone in ...

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BAISO. Notti “infuocate” e affollate a Baiso. L’undicesima edizione della Tavola di Bisanzio è stato l’evento che ha catalizzato l’interesse di migliaia di persone, che sabato e domenica, dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata, hanno vissuto un vero e proprio salto nel passato. Le luci delle fiaccole, i continui giochi di fuoco dei gruppi che si sono esibiti nell’anfiteatro all’aperto a ridosso del centro, le vie del paese trasformate in un mercato medioevale, le centinaia di persone in costumi medievali hanno creato una atmosfera unica.

La particolarità di questa festa, che unisce tutto il paese, è che riporta ad oggi un periodo storico praticamente sconosciuto a tanti: quello della dominazione bizantina. Da undici anni Baiso si propone per un fine settimana come la capitale dei domini emiliani dell’impero bizantino.

Una conquista fatta intorno al 500 dopo Cristo dall’imperatore Giustiano e da sua moglie Teodora, che per poco non riuscirono a rifondare l’impero romano d’Occidente caduto sotto le spinte delle invasioni barbariche. Per alcuni secoli Baiso rimase sotto la dominazione bizantina come luogo di frontiera, mentre il Comune di Castellarano era dominato dai longobardi.

Una cosa che è rimasta da quei lontani secoli è la tradizione culinaria della carne di pecora, che non si trova in altri territori, e non è escluso che le ricerche storiche avviate non riservino sorprese. Per ricordare quel periodo, che le cronache riferiscono particolarmente fiorente, è nata la Tavola di Bisanzio.

Quest’anno oltre 110 figuranti in costumi bizantini sono sfilati per le vie del centro. Chi ha raggiunto Baiso – oltre diecimila, secondo alcune stime – ha potuto incontrare artigiani che modellavano il rame, che intrecciavano il giunco per creare bellissimi cesti; banchi con spade, pugnali e archi, ma anche libri rilegati in pelle, maschere e gioielli medievali. Molti i gruppi che si sono esibiti nelle strade e nelle piazze, come la compagnia dei Giullari del Carretto, I falconieri del Re, la compagnia degli Invicti Lupi, i boscaioli della Contrada di Borgoleto, Fra Ciarlatano e l’animazione di Antonio e i suoi animali da cortile, le esibizioni a ritmo di trombe e tamburi dei musici Barbecocul.

I protagonisti della festa bizantina però sono stati gli abitanti di Baiso, praticamente tutti vestiti in abiti medioevali. Chi serviva ai tavoli delle aree di ristoro, nelle bancarelle, nella rievocazione degli antichi mestieri e in giro per il paese. Dal punto di vista storico-culturale, sabato sera è stata rievocata la processione che ha come protagonista la “Capsella”, un antichissimo reperto storico che ha contenuto le reliquie dei santi martiri Ippolito, Cassiano e Floriano, che dal centro di Baiso è stato portate sull’altare della chiesa parrocchiale.

Tante famiglie e tantissimi giovani hanno reso viva una festa che dal lato degli spettacoli ha visto la presenza nelle due nottate dei Celtic Folk Rock con la band Corte di Lunas, poi si sono esibiti con “I guerrieri dell’apocalisse” del gruppo Contrada della Corte.