Il "muro dei libri": il progetto di una mega-biblioteca alle ex Reggiane

Tesi di laurea discussa a Bologna: la sfida progettuale è quella di migliorare l 'assetto urbano e il comfort indoor  e outdoor, all'insegna  dello sostenibilità ambientale

REGGIO EMILIA. "Le Officine Reggiane. Memoria ed evoluzione di un'area industriale" è il titolo della tesi di laurea discussa da Alice Cecchini e Roberta Zerbini all'università di Bologna sotto la guida del professor Andrea Boeri, architetto reggiano e direttore el Dipartimento di Architettura.

La relazione illustrativa

Le ex Officine  Reggiane si trovano nell'Area Nord  di Reggio Emilia, nei pressi della stazione ferroviaria, e si inseriscono all'interno del progetto di riqualificazione  promosso dall'Amministrazione Comunale e inserito nel Piano Strutturale Comunale  2011.

Nate  nel 1901, le “Reggiane” si dedicano inizialmente alla produzione  di materiale rotabile  ferroviario: nel periodo fra le due guerre mondiali  viene operata la riconversione  in senso bellico e si assiste al  periodo  più florido dell'azienda, acquisita dal gruppo Caproni  che vi installa un vasto reparto avio. Nel  2009 lo multinazionale  americana Terex Corporation rileva l 'azienda e ne trasferisce lo sede. Attualmente l 'area  di  26 ettari, perimetrata da  una cinta muraria, è in stato di abbandono.

Questa tesi si propone di studiare la possibile riqualificazione del comparto operando a due diverse scale: quella urbana e quella architettonica. Dopo aver definito le strategie di intervento per lo riqualificazione dell'area, viene poi approfondito lo studiodi un fabbricato e dello spazio aperto adiacente.  

La sfida progettuale è quella di migliorare l 'assetto urbano e il comfort indoor  e outdoor, all'insegna  dello sostenibilità ambientale  La  progettazione  è stata supportata dall’impiego di software di modellazione e calcolo, in particolare; TERMOLOG per le prestazioni energetiche dell'edifico e ENVI-met per le condizioni microclimatiche dello spazio esterno.

Nel  masterplan si propone una risposta all'attuale isolamento dell'area, riaprendo il braccio storico di Viale Romazzini e prevedendo  piste ciclopedonali di collegamento con il centro della città. Gli assi infrastrutturali dividono  l 'area  in 3 comporti,  ciascuno dei quali  viene guidato  da una funzione driver, rispettivamente Terziario avanzato, intrattenimento e Residenziale.

L'attenzione  del  progetto  si è  focalizzata  sul  primo comporto, quello che  che ospita il Tecnopolo, unico intervento di riqualificazione fino ad ora realizzato (2013) su progetto dell’arch. Andrea Oliva.  Il fabbricato analizzato  deriva dall'accostamento di due edifici contigui che si sviluppano su due differenti trame strutturali. Partendo dal  presupposto di migliorare lo circolazione e lo fruibilità dell'area  e tenendo conto di alcune anomalie  riscontrate in fase di rilievo, abbiamo deciso di eliminare la campata di collegamento  tra i due edifici, consentendo così di aprire un varco tra gli spazi aperti ad est e ad ovest e di ragionare  sulla permeabilità  che questo scelta favorisce.

Per quanto riguarda le modalità di intervento, dato che lo stabile si presenta in buone condizioni generali, abbiamo deciso di preservare l 'involucro e la struttura esistenti, inserendovi all'interno volumi autonomi. Tale scelta ha permesso di preservare  l 'immagine globale  del corpo  di fabbrica, di sfruttarne le potenzialità espressive e di ottenere un'area di filtro tra interno e esterno.

Per stabilire l 'assetto funzionale abbiamo cercato di coniugare la vocazione  dell'area  Reggiane o "Parco dello Conoscenza  e dello Creatività"  come descritto dal PSC- e la funzione driver del primo comparto, identificata  in fase di masterplan nel Terziario avanzato.

l  fabbricati  interessati dall’intervento ospitano a nord una corte verde coperta, uffici e spazi per il coworking, a sud una biblioteca  tradizionale, una per bambini, una reception, un bookshop  e un volume adibito  alla ristorazione. Lo spazio analizzato nel dettaglio è quello della biblioteca  tradizionale, che è .articolato  in un unico volume, distribuito su tre livelli, e si caratterizza per i contrasti tra luce e ombra e per la presenza di  tagli netti tra pieni e vuoti.

Tre sono gli elementi che attribuiscono a questi spazi caratteri di immediata leggibilità  la parete dei libri a est,  la gradonata  ad ovest e il triplo volume dello corte coperta centrale. Nel  fabbricato, le aperture tamponate in laterizio si svuotano per consentire lo vista dell'esterno. Il volume dello biblioteca fuoriesce dall'involucro  tramite l ‘inserimento di bow windows, che ripetuti anche al piano  superiore diventano un motivo di riconoscibilità spaziale.

Le differenti esigenze dello biblioteca hanno portato a proporre diversi possibili utilizzi del legno come materiale da costruzione: per le pareti verticali, un sistemo XLAM, che nel percorso che circoscrive il triplo volume lascia il posto a una struttura a pilastri, per non nascondere alla vista dall’esterno il 'muro dei libri', che è uno dei punti qualificanti del progetto. Per i solai si è adottato  un sistema a travi e travetti in legno massiccio, consono o supportare i carichi dello biblioteca. L'unico solaio non o secco è quello di fondazione.

l  cinque bow  windows,  concepiti come elementi di eccezione rispetto alla trama della facciata, presentano uno struttura a vista in acciaio con tamponamenti in legno, fissati con perni e tiranti, in modo che collaborino allo stabilità dei bow windows  senza pregiudicare la coibentazione del volume dello biblioteca.

Le studentesse si sono avvalse della documentazione fornita dall'Archivio Digitale Reggiane dell'Università di Modena e Reggio, curato da Adriano e Paolo Riatti