Il relitto di un caccia Re.2002 nelle acque di Corfù

Avvistato per caso da un pescatore greco in apnea, un caccia abbattuto nel settembre 1943. Il sogno: «Tiriamolo su»

REGGIO EMILIA-CORFU'. Stava facendo pesca in apnea, Chris Simatis, quando una grossa sagoma poggiata sul fondale ha attirato la sua attenzione. Un aereo, senza dubbio. "L'ho avvistato per caso - racconta - durante una delle mie immersioni. L'aereo non è granché danneggiato, anzi. Da quel che ho visto, mancherebbe solo la copertura del motore".

L'avvistamento di un caccia RE.2002 sui fondali di Corfù

Chris è un giovane greco di Corfù. Sull'isola gestisce un negozio di attrezzature subacquee, la sua passione. Quello che ha trovato non lontano dalla spiaggia, ma a a circa 45 metri di profondità, è il relitto di un Re.2002, uno dei caccia monomotore da guerra fabbricati alle Officine meccaniche reggiane quasi ottant'anni fa. Il video che ha girato con una telecamera subacquea - lo potete vedere sul nostro sito - ha riacceso l'entusiasmo degli "Archeologi dell'aria" (un gruppo di appassionati) e di Adriano Riatti, dell'Archivio digitale Reggiane dell' Università di Reggio Emilia.

Il ritrovamento è importante, perché di quell'epopea d'ingegneria meccanica e creatività italiana non restano molte tracce, e quel che rimane è comunque conservato fuori da Reggio, , presso il museo dell'aeronautica "Giovanni Caproni " di Caproni di Trento dove - sempre grazie ad Adriano Riatti ed al figlio Paolo - è stata anche allestita una "piazzetta Reggiane".

Riatti ha anche ricostruito lo scenario storico entro il quale il caccia affondato precipitò al largo di Corfù: "L'otto settembre del 1943 - spiega - il 5º Stormo, con i ventiquattro Reggiane Re.2002 residui (di cui solo dodici dichiarati operativi), era schierato sull'aeroporto di Manduria e già il 18 entrò in azione contro un naviglio tedesco diretto a Corfù. Il 21 settembre, tre Re.2002 presero parte ad azioni di attacco come aviazione cobelligerante contro le truppe tedesche impegnate a Cefalonia.

"Le basi operative erano dislocate in Puglia, molte delle quali nella provincia di Foggia. Tra le operazioni del mese di ottobre, a partire dal quale l'aviazione italiana cominciò le operazioni nei Balcani a supporto dei partigiani jugoslavi di Tito, viene ricordato l'attacco alla base della Luftwaffe di Scutari, cui presero parte dieci Re.2002 del 5º Stormo. Ormai provati dall'impiego operativo e spesso afflitti da problemi al motore, i Re.2002 superstiti vennero ritirati dal servizio di prima linea il 2 giugno 1944 e assegnati alla Scuola Addestramento Caccia di Lecce-Leverano".

Questo il contesto. Ma la storia di quel relitto ritrovato da Chris? "Il pilota del caccia Reggiane ritrovato sul fondo del mare a Corfù era Vito Valenza . Una foto di Giorgio Viola, storico aeronautico modenese, lo ritrae in seconda fila a Villafranca (VR) nel 101° Gruppo nel 1952 con altri piloti durante un briefing". Valenza riuscì a salvarsi.

Catturato dai tedeschi e spedito in un campo di prigionia, riuscì a salvarsi: il 13 Ottobre 1958 perderà la vita durante un volo di addestramento con uno dei primi aerei jet dell' Aeronautica Militare, sui cieli sopra Rimini. Mentre nella vicina Cefalonia si consuma la tragedia della divisione Acqui, nel mare di Corfù i caccia italiani attaccano il naviglio tedesco, che risponde. Il Re.2002 di Valenza viene probabilmente colpito, e deve ammarare. E adesso?

Il sogno, ovviamente, sarebbe quello di recuperare il relitto: provate a immaginarlo in uno dei capannoni delle ex Reggiane, magari restaurato. "Il relitto è avvolto dalle alghe - racconta Chris - e per quel che ne so io, lì rimarrà.

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