Tre chef in gara con l'aceto balsamico

Sfida in piazza Prampolini pre promuovere il prodotto tipico in occasione di Expo

REGGIO EMILIA. «In casa mia mi fa meglio una rapa ch'io coco, e cotta s'uno stecco inforco e mondo e spargo poi d'aceto e sapa». Come già nel XVI secolo Ludovico Ariosto condiva le vivande con l’aceto balsamico del suo e nostro territorio, così, venerdì prossimo, tre grandi chef reggiani utilizzeranno l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia in uno show cooking aperto a tutta la città.

Dalle ore 21.30, in piazza Prampolini, lo chef di “Caffè Arti e Mestieri”, Gianni D’Amato, il collega del ristorante “Cà Matilde”, Andrea Incerti Vezzani, e il mastro gelatiere della gelateria “Capolinea”, Simone De Feo, cucineranno dal vivo tre ricette. Il balsamico utilizzato sarà quello prodotto da tre diverse acetaie della nostra provincia (“San Giacomo” di Novellara, “Picci” di Cavriago e l’acetaia di Montericco di Albinea) e, nel corso della serata, verrà abbinato da D’Amato al pesce, da Incerti Vezzani ai prodotti dell’aia e da De Feo al dessert. L’evento – promosso da CNA, con il patrocinio del Comune e il contributo della Camera di Commercio di Reggio Emilia – sarà in seguito trasmesso a Expo 2015.

«Questa iniziativa rappresenta un modo per raccontare l’aceto tradizionale balsamico del nostro territorio, che è meno noto rispetto ad altri nostri prodotti come il Parmigiano Reggiano e che, invece, merita di essere ugualmente valorizzato. L’esibizione sul palco è solo uno strumento, non un fine: l’obiettivo è un programma di marketing territoriale che la città potrà utilizzare anche dopo la fine di Expo», ha dichiarato nella conferenza stampa di ieri il direttore di CNA-Reggio Emilia, Fabio Bezzi.

«Lo scopo – ha proseguito l’Assessora alla Città Storica, Natalia Maramotti – è quello di legare storia e qualità del prodotto all’internazionalizzazione, di modo tale da ampliarne la conoscenza il più possibile e attrarre turismo».

Dell’eccellenza dell’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia ha, infine, parlato anche il presidente del Consorzio dell’Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, Andrea Bezzecchi, che ha ieri insistito nel sottolineare la differenza tra “aceto balsamico di Modena” e “aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia”, che, come l’“aceto balsamico tradizionale di Modena, «è fatto e prodotto unicamente con materie prime provenienti dal territorio locale, è invecchiato almeno di 12 anni e rispetta un disciplinare molto rigido».