Torna l’allarme per i pescatori di frodo nel Po

GUASTALLA. Nuove avvisaglie della presenza dei “pirati del Po” nella bassa, dopo che la scorsa settimana è stato rivisto in zona uno dei soggetti considerati più “pericolosi”. Per diversi giorni l’uo...

GUASTALLA. Nuove avvisaglie della presenza dei “pirati del Po” nella bassa, dopo che la scorsa settimana è stato rivisto in zona uno dei soggetti considerati più “pericolosi”. Per diversi giorni l’uomo – proveniente dall’Europa dell’Est – ha gravitato sull’asta del Po e la sua presenza non è passata inosservata ai pescatori che frequentano il fiume.

Questo ritorno – dopo due anni e mezzo nei quali si sono sì verificati diversi furti e atti vandalici, ma nei quali la pesca di frodo sembrava diminuita, rispetto al boom di qualche anno fa – ha fatto preoccupare gli amanti del fiume ma dopo circa una settimana il soggetto sembra essersi volatilizzato. Ma come mai uno dei più temuti rappresentanti di questo “ramo” è tornato a farsi vivo?

Le tesi sono tra le più diverse. Di sicuro, è un dato di fatto che queste bande abbiano impoverito il fiume in tutto il suo tratto e che, dopo aver depredato anche il delta del Po, forse questi malviventi stanno risalendo verso monte.

Nel tratto finale del fiume negli ultimi mesi è letteralmente “esplosa” la presenza dei lipoveni, rappresentanti di un’etnia romena che, a detta degli esperti del settore, si comportano con ancora meno scrupoli rispetto agli ungheresi, considerati “precursori” del fenomeno illegale, che prevede la pesca con metodi illeciti e la rivendita, in particolare di siluri, sui mercati esteri.

Anche se è un dato di fatto che il pesce del Po sia già finito anche sui banchi di alcuni mercati italiani, con gravi rischi per la salute.

«Purtroppo – commentano alcuni pescatori – siamo ancora al punto di partenza, perchè poco è stato fatto per contrastare questi fenomeni e a farne le spese sono i pescatori che sono in regola. Ciò che vogliamo ribadire con assoluta fermezza e chiarezza, a tutela di tutti, è che il pesce che si pesca del Po non può essere destinato al commercio: qui si può pescare solo per sport o per diletto». (a.v.)