Un censimento degli edifici privati con l'amianto

Lo ha illustrato il sindaco alla giornata contro le morti da eternit, un esempio per gli altri comuni

RUBIERA Un’esperienza figlia del dolore e della malattia, ora esportabile. Il Ciar, Catasto immobili amianto Rubiera, è il risultato di anni di lavoro sul territorio rubierese, quello che nel reggiano ha pagato il prezzo più alto all'amianto. Ed è stato presentato ieri mattina al teatro Herberia, nella mattinata organizzata da Comune e Cgil in occasione della giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Un tema tristemente noto in zona: per decenni a Rubiera ha funzionato la Icar, un’azienda legata al gruppo Eternit, licenziatario esclusivo del prodotto isolante a base di amianto che – si è scoperto dopo tanto tempo – ha un altissimo potenziale cancerogeno.

Negli anni, sono 47 gli abitanti della zona morti per tumori ai polmoni o complicazioni similari.
Per ridurre al minimo i rischi per il futuro, ancora alti visto che il potenziale nocivo ha effetti per decenni, a Rubiera si è pensato a questo Ciar, figlio di lunghi giorni di censimenti e di interventi di rimozione e bonifica.

«Il Ciar nasce lungo questa battaglia e ha dato certamente risultati importanti. A oggi sono stati censiti 227.175 metri quadri di coperture contenenti amianto – spiega il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro – Di questi, 108.825 mq sono stati bonificati, 43.000 messi in sicurezza ed altri 75.350 mq hanno procedure aperte che dovranno chiudersi nei tempi previsti dalla legge. Stiamo parlando, ovviamente, di edifici privati: gli edifici pubblici sono stati tutti bonificati».

L'Ausl: tumori in aumento, è l'onda lungaGuarda i dati completi di tutta la regioneTutti gli articoliVittime, 308 casi a Reggio Emilia

Numeri elevati ma non inaspettati, perché Rubiera ha sì un’estensione ridotta, ma al contempo una notevole densità di popolazione. Un’esperienza che ora si vorrebbe esportare altrove, per aiutare altri Comuni senza esborsi impossibili da reggere.

«Ad un collega che volesse istituire un CIA sul proprio territorio, vorrei evidenziare che questa procedura, a Rubiera, si è svolta senza incaricare tecnici o consulenti esterni e che i risultati sono stati ottenuti senza attendere nuove leggi o nuovi finanziamenti. Abbiamo fatto “con quello che c’era”, grazie ad uno straordinario lavoro anche dei nostri funzionari e del nostro dirigente» – sottolinea Cavallaro.

E il suo appello, rilanciato ieri, ha già avuto i primi riscontri nel reggiano. Andrea Tagliavini e Tania Tellini, primi cittadini di Quattro Castella e Cadelbosco, hanno risposto spiegando che anche nei loro comuni seguiranno le procedure indicate dal Ciar rubierese, adesso scaricabile anche dal sito internet istituzionale del Comune, all’indirizzo www.comune.rubiera.re.it. Il cammino, rassicura il sindaco rubierese, è meno complicato di quanto si pensi: «La sensibilità della comunità su questi temi è comunque la chiave di volta del successo: su 258 procedimenti avviati, non abbiamo riportato nessun ricorso ed abbiamo dovuto procedere a solo 5 segnalazioni alla procura della Repubblica per inadempienza».

Inoltre, una mappatura completa, senza esclusioni, «aiuta a superare le possibili frustrazioni del “perché solo a me” – un classico, negli uffici del sindaco di un piccolo comune – e soprattutto ad evitare che qualcuno, nell’avvertire il rinserrarsi dei controlli, decida di “smaltire” in modo poco consono questo pericoloso materiale».