I treni attuali: semplici e ben poco tecnologici

GUASTALLA. Volantini da distribuire ai passeggeri, bottiglie di Lambrusco reggiano e mantovano per suggellare la comunione d’intenti tra due territori che hanno tanta storia e abitudini in comune,...

GUASTALLA. Volantini da distribuire ai passeggeri, bottiglie di Lambrusco reggiano e mantovano per suggellare la comunione d’intenti tra due territori che hanno tanta storia e abitudini in comune, dai Gonzaga ai tortelli di zucca, da Matilde di Canossa al vino frizzante. Sono partiti così, alle 11.03 dalla stazione di Guastalla, alcuni degli amministratori dei Comuni reggiani e mantovani attraversati dalle linee ferroviarie di quella che si vorrebbe diventasse una moderna metropolitana di superficie e che ora, invece, ha un’atmosfera che rimanda ad altri tempi, con vagoni semplici, senza aria condizionata, bagni e finestrini aperti quando c’è caldo. La linea ha un suo fascino, che stride con il design d’avanguardia della Mediopadana di Calatrava. «Non è una linea scomoda – dice una passeggera, la signora Alina –. Certo, mi piacerebbe anche ci fossero più corse, soprattutto la sera, e anche nei festivi, quando invece ci sono solo i bus sostitutivi».

Mentre il treno solca la campagna reggiana, con passo placido, tra casolari e centri abitati, i sindaci di Guastalla Camilla Verona, di Suzzara Ivan Ongari e Pegognaga Dimitri Melli e il consigliere regionale lombardo Marco Carra concordano sulla necessità di superare anguste visioni locali per unire i territori. Lungo il tragitto si aggiungono i sindaci Elena Carletti di Novellara e Paola Casali di Bagnolo. A quest’ora di sabato il treno non è pieno: è usato soprattutto da stranieri e persone che non hanno l’auto, mentre negli orari di punta serve tanti studenti e pendolari. L’obiettivo sarebbe farne un mezzo per tutti, anche per chi deve fare una passeggiata a Reggio. Alle 11.39 il convoglio arriva alla Mediopadana, in orario, in tempo per i discorsi di fronte alla stazione e per il brindisi. (j.d.p.)