Carne italiana, arriva l'etichettatura obbligatoria

Da oggi entra in vigore la norma europea che impone di specificare l'origine delle carni fresche. Ma cotechino e zampone e prosciutto cotto restano a rischio contraffazione

REGGIO EMILIA. E' entrata in vigore la norma europea che fissa le regole per l'indicazione del paese o luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate e congelate di suino, ovi-caprino e di pollame. Soddisfatta la Coldiretti reggiana che però sottolinea che questa norma ancora non tocca le possibili contraffazioni di prodotti tipici di queste parti come cotechino e zampone.

"Finalmente - dice in una nota la Coldiretti - non sarà più anonima la provenienza della carne fresca di maiale, di agnello e capretto grazie all’entrata in vigore da oggi anche in Italia del nuovo Regolamento che impone l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili".

È anche questo uno degli importanti risultati della lunga battaglia della Coldiretti per la trasparenza. Per essere certi di portare a casa prodotto al 100% tricolore - spiega la Coldiretti -, occorrerà scegliere la carne con la scritta “origine Italia” poiché sta a significare che tutte le fasi, dalla nascita all’allevamento fino


alla macellazione si sono svolte sul territorio nazionale. Una storica novità che - sottolinea la Coldiretti –
giunge dopo gli scandali della carne di maiale tedesca alla diossina venduta in tutta Europa e degli agnelli
ungheresi spacciati per italiani.

Si completa un percorso – precisa la Coldiretti - iniziato circa 15 anni dall’obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina fresca, introdotta sotto la spinta dell’emergenza “mucca pazza” con il regolamento Ce 1760/2000 che impose l’obbligo di indicare anche il luogo di nascita, oltre a quello di allevamento e macellazione.

 Dalla nuova norma restano ingiustamente escluse la carne di consiglio e quella di cavallo. Purtroppo per noi reggiani continueranno ad essere senza indicazione di origine anche cotechino, zampone e salumi vari continueranno a rimanere senza origine in quanto prodotti trasformati, lo stesso vale per il prosciutto cotto. Per lo strologhino invece, considerato a tutti gli effetti carne fresca, potrebbe scattare l'obbligo così come per salsicce.

 «Una carenza questa – commenta il direttore della Coldiretti reggiana Alessandro Scala - particolarmente grave che va colmata al più presto in una situazione come la nostra in cui due prosciutti su tre sono fatti da maiali stranieri all’insaputa del consumatore. E la situazione non è certo migliore per gli altri salumi. Bene per la tracciabilità delle carni fresche di suino che finalmente possono essere riconosciute per il reale valore che hanno ma non dimentichiamo i salumi che rappresentano un prodotto finale fondamentale della nostra suinicoltura».

«Questa positiva novità introdotta dall’Europa è una tappa di un lungo percorso per garantire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori – continua Scala - la battaglia per la trasparenza a vantaggio dei consumatori e dei produttori agricoli però continua».

Da oggi dunque sull’etichetta delle carni di suino, ovino, caprino e volatili in vendita, dovrà comunque essere riportata – precisa la Coldiretti - una delle due seguenti indicazioni: “Allevato in…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo e poi “Macellato in…” (seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo, oppure si può indicare Origine…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo ma solo se l’animale è nato, allevato e macellato in un unico Stato membro o Paese terzo.

Il regolamento - aggiunge la Coldiretti - prevede delle specifiche casistiche sui tempi di permanenza in un determinato Paese e di peso raggiunto dall’animale, per poter indicare in etichetta qual è il luogo di allevamento e di macellazione.