Morire a due anni: la piccola Giorgia ha smesso di lottare

La bambina si è spenta all'ospedale di Reggio Emilia: soffriva di una rara malattia neurometabolica degenerativa. Tutto il paese si era mobilitata per aiutare lei e la sua famiglia

CASALGRANDE. Ciao, piccola Giorgia. Ieri mattina, Giorgia Lo Bascio è morta all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, a soli due anni di età. I gravissimi problemi di salute della bimba di Salvaterra, peggiorati la scorsa settimana tanto da costringere al ricovero per tentare almeno di stabilizzarla, l’hanno stroncata.

Un destino amarissimo, che ha segnato l’intera zona ceramiche dopo mesi di mobilitazione per Giorgia e per la sua famiglia. Amarissimo e purtroppo inevitabile. La bambina era affetta da una rarissima malattia neurometabolica degenerativa, a oggi ancora senza nome visti i pochissimi casi riscontrati, che progressivamente le ha impedito di parlare e di camminare, e le ha tolto la vista. Un problema scoperto quando Giorgia aveva otto mesi, dopo una primissima fase tranquilla, come quella di una neonata in buona salute.

Da allora la situazione è progressivamente peggiorata sino all’esito fatale, dopo l’ennesima crisi degli ultimi giorni del corpicino ormai stremato. Nulla da fare, nonostante gli sforzi dei sanitari e le speranze coltivate sino all’ultimo da papà Roberto e da mamma Adele Benemia, che proprio domenica ha compiuto gli anni, assieme agli tre figli con cui vivono a Salvaterra.

Tutta la zona ceramiche ha abbassato gli occhi per il lutto, dopo mesi di grande impegno e coinvolgimento, che ha visto unirsi Casalgrande, Sassuolo, Fiorano, decine di associazioni e centinaia di persone, che hanno preso parte ai vari eventi organizzati per raccogliere fondi per i Lo Bascio.

L’obiettivo era comprare un’auto attrezzata, adatta alle esigenze di Giorgia, da usare per le visite mediche e, si sperava, in seguito per portarla a scuola. Una spesa piuttosto ingente da sostenere, ancora più per una famiglia in cui la madre è impossibilitata a lavorare, dovendo accudire ben quattro piccoli.

Lo sforzo di amici, parenti, semplici cittadini coinvolti nella missione e delle amministrazioni pubbliche ha generato una bella ondata di cene, presentazioni, campagne, che hanno mostrato la capacità del territorio di unirsi per una causa indiscutibile. La storia “pubblica” di Giorgia inizia nel gennaio scorso, quando Casalgrande si prepara all’edizione della Chocorun, la corsa benefica in programma il giorno della Befana.

Saputo della vicenda Lo Bascio, gli organizzatori e il Comune decidono di destinare parte del ricavato alla famiglia di Salvaterra, cercando inoltre di sensibilizzare la popolazione. La risposta è arrivata, poderosa, con apice nella cena organizzata a fine febbraio al bocciodromo di Casalgrande.

Hanno partecipato oltre 500 persone, nella serata messa in piedi da Comune e tante realtà di volontariato della zona ceramiche, fra cui il gruppo V.O.S. (Volontari della Sicurezza), la Caritas di Sant’Antonino, la Polisportiva di Casalgrande e Lele Band. Anche i risultati erano stati eccellenti, con 4.370 euro raggranellati, fra 1700 arrivati dalla cena al netto delle spese e le donazioni raccolte durante l’evento. A fare da cornice, tanti piccoli e grandi momenti sui due lati del Secchia.

La piccola Giorgia era diventata un simbolo per tutta zona ceramiche, protagonista degli eventi nella sua carrozzina, sempre accompagnata dai genitori e dai parenti.