Cocktail, calici e “ombre” si brinda in centro storico

Tante le aperture: in piazza Fontanesi inaugurato un “bàcaro” veneziano, Atmosfere anni ’50 in via San Carlo e vineria Doc in piazza XXIV Maggio

REGGIO EMILIA. C'era una volta - non molto tempo fa - una Reggio Emilia spenta e assonnata, che a furia di ordinanze e proteste dei residenti aveva ingaggiato una battaglia per il "decoro" che aveva poco alla volta portato all'abbandono del centro storico.

Ecco, dopo diversi anni, il cuore della città sembra finalmente tornato a pulsare, con un occhio rivolto al futuro e riscoprendo una tradizione popolare ormai perduta: quella delle osterie. Da piazza Fontanesi a via San Carlo, passando per la nuova piazza della Legna fino al vecchio quartiere operaio del Gattaglio, Reggio torna a vivere il cuore della città, offrendo ai reggiani diversi nuovi e interessanti locali.

La laguna in piazza. «Vivo a Reggio da più di tre anni e venendo dalla provincia di Venezia, mi sono accorta subito che mancava un bàcaro!». A parlare è Scilla Boscolo, titolare dell'Officina N°1 di piazza Fontanesi. Si tratta proprio di un bàcaro, il tradizionale locale veneziano che offre ombre (bicchieri di vino in veneziano), cichéti (stuzzichini) e spritz a prezzi popolarissimi. Un locale accogliente, allestito con richiami all'underground newyorkese, con tavoli e sedie ricavate da botti in rovere recuperate e un ben fornito angolo della "cultura non scontata".

«Mio padre è lo chef Rossano Boscolo - prosegue - diciamo che ho "studiato" in casa. Questo è un luogo per fare aperitivo, ma anche per cenare all'insegna della varietà spendendo poco. La clientela è davvero particolare: si va dalle famiglie fino ai giovani trentenni e ai pensionati. Ci sono poi molti artisti italiani e internazionali: americani di Aterballetto, scrittori di Bologna…ci viene a trovare spesso anche Mario Biondi».

Il mago dei cocktail. Se invece amate i locali dal gusto rétro e più che al vino siete interessati ai cocktail d'autore, il posto che fa per voi è il Jigger di via San Carlo. Atmosfere anni '40-'50, camerieri incravattati e vestisti come Paul Newman nella Stangata, musica jazz e soul, ma soprattutto un'offerta di cocktail da urlo.

«Tutto è partito dall'esperienza del Kokonuts estivo di Albinea - racconta il 26enne barman scandianese Samuele Campanini, titolare assieme a Marco Montanari e i quattro soci del locale di Albinea Fabio Torricelli, Paolo Bonvicini, Paolo Bonacini e Davide Bonini -. Ci piaceva l'idea di aprire un posto che fosse cosmopolita: ognuno di noi porta la sua esperienza e ci piace parlare con la gente, soprattutto con chi ama i cocktail ben fatti. L'altro giorno abbiamo parlato di whiskey con un irlandese, di altri liquori con un ungherese. Bonvicini è stato in Scozia diversi anni e tutti abbiamo "studiato" e raccolto ricette».

In vino veritas. I seguaci del dio Bacco invece possono da qualche tempo fare una puntatina all'Osteria della Legna, in piazza XXIV Maggio. Riservato e accogliente, con un'ottima scelta di vini, è il luogo perfetto per coppie e amanti del gusto. «Volevo aprire un locale legato solo al vino - spiega il titolare Andrea Valli - il pubblico va dai 20-30 anni fino ai 60 e per adesso le cose vanno molto bene. Stando a San Polo gravitavo come tanti reggiani su Parma, ma ultimamente le cose stanno cambiando e anche da oltr'Enza le persone stanno iniziando a guardare a Reggio in modo diverso».