«Ora va gestita la denominazione»

Frascari, presidente del Consorzio vini reggiani: è il momento giusto

REGGIO EMILIA. Con il presidente del Consorzio dei Vini Reggiani Davide Frascari abbiamo cercato di capire le motivazioni dell’attuale successo del Lambrusco e soprattutto quale futuro ci dobbiamo attendere per questa produzione così importante per il settore primario della nostra provincia.

«Il Lambrusco - spiega il presidente Davide Frascari - ha in realtà alcune caratteristiche vincenti. A partire dall’ottimo rapporto prezzo-qualità, ancor più evidente in tempi di crisi economica, e ancora la facilità di abbinamento a tanti cibi, un tenore alcolico relativamente basso e, non ultimo, le sue bollicine, che lo rendono un vino decisamente moderno e attuale».

Si potrebbe definire il prodotto giusto al momento giusto?

«Secondo me serve un ulteriore sforzo per gestire la denominazione. Abbiamo la fortuna di avere un vino che oggi piace. Bisogna completare il processo di valorizzazione del Lambrusco con il controllo alfanumerico delle bottiglie prodotte, un contrassegno sulla bottiglia, visto che il nuovo testo unico della vite e del vino lo permette, ai consorzi dei vini ad Igp, qualora lo ritengono necessario. In questo modo tuteleremmo ulteriormente i consumatori che sono i nostri veri clienti».

Come proseguirà il successo del nostro vino ?

«In questo settore i fatti parlano chiaro: le denominazioni di successo sono quelle “gestite”. Oltretutto noi abbiamo la fortuna di trovarci a lavorare con il Lambrusco che è univocamente riconosciuto l’unico vitigno italiano veramente autoctono. E non mi pare poco.»

Dobbiamo qiondi considerarci arrivati?

«La fortuna del Lambrusco oggi è anche quella di poter far sedere attorno ad un tavolo “non troppo grande” tutti gli attori della filiera per deciderne le sorti. Quello che manca ancora è un po’ di volontà per non accontentarci dell’esistente ed andare oltre l’esistente».©RIPRODUZIONE RISERVATA