Leoni: chi sceglie il km zero cerca la qualità

L’imprenditore agricolo difende la vendita diretta e smentisce le accuse del professor Zucchi

REGGIO EMILIA. «Se proprio volessimo trovare un capo d’accusa per i prodotti a chilometro zero sarebbe meglio concentrarsi sul fatto che nei mercatini il consumatore viene troppo spesso confuso dalla presenza di prodotti che sono frutto di commercializzazione e non di produzione diretta. Anche in questo settore ci sono i più furbi». Così Simone Leoni, imprenditore agricolo correggese, da quasi 10 anni pienamente impegnato anche nella vendita diretta delle proprie produzioni, replica alle critiche, avanzate dal professor Giulio Zucchi sabato scorso ad un incontro sull’Expo, sul fatto che il chilometro zero costringe il consumatore a generare un maggiore inquinamento ambientale. «Il chilometro zero piuttosto - scandisce Leoni - costringe il consumatore a fare molta attenzione alle produzioni che non sono il frutto del lavoro di chi le sta vendendo ed in questo senso diventa importante il dialogo con il consumatore e la corretta presentazione del prodotto nel quale chi lo cerca non mette il prezzo al primo posto». «Va detto che chi si avvicina al chilometro zero - specifica Leoni - non lo fa per ricercare minori emissioni di anidride carbonica ma per la migliore qualità delle produzioni dovuta in primo luogo alla corretta maturazione derivante dai tempi di raccolta che non sono quelli imposti dalle esigenze della Gdo».

Leoni si occupa di vendita diretta dal 2008 ed ha iniziato questa esperienza per la curiosità di testare questa nuova opportunità. Da allora i numeri sono cresciuti e con questi la soddisfazione per una attività che non ha sostituito la produzione per l’ingrosso ma ne è diventata complementare. Simone, laurea triennale in agraria e magistrale in economica, ha le idee chiare: «I mercatini migliorano l’efficienza della filiera visto che, essendo realizzati nei centri dei paesi, si avvicinano ai consumatori più dei supermercati che sono quasi sempre delocalizzati. Nei mercatini la gente si ferma mentre passa». (c.cor.)