Muore dopo 22 giorni di ricovero la famiglia fa scattare un’inchiesta

Scandiano: un’ex operaia di 59 anni era entrata all’ospedale Magati per continui problemi addominali Presentato un esposto ai carabinieri. Il legale: «Si cerca la verità, ora attendiamo l’esito dell’autopsia»

SCANDIANO. Ventidue giorni di ricovero nell’ospedale Magati poi la morte. La 59enne Maria Guidetti – che risiedeva a Casalgrande – conviveva da tempo con problemi respiratori, ma era entrata nella struttura sanitaria per tutt’altre cause, cioè persistenti coliche addominali. Una tragica evoluzione del ricovero ospedaliero che ha lasciato non pochi dubbi alla figlia che, con un esposto ai carabinieri, ha chiesto approfondimenti, per poi farsi tutelare sul piano legale dall’avvocatessa Elisa Nicoletta Bergonzini.

Un esposto circostanziato ma non dettato da animosità: lo scopo che si prefiggono i familiari è unicamente quello di ricercare la verità. La 59enne – ex operaia della ceramica Keope – aveva accusato forti dolori addominali già l’8 gennaio scorso ed era stata visitata al Magati, ma poi dimessa in giornata. Dopo quattro giorni i problemi addominali non se ne erano andati ed il medico di base prescrive una visita specialistica sempre in ospedale ed un immediato ricovero nel caso sia opportuno. E in effetti Maria viene trattenuta in ospedale il 12 gennaio, per essere ricoverata nel reparto di Chirurgia. Sarà sottoposta a gastroscopia, ma alcuni giorni dopo un sopravvenuto scompenso cardio-respiratorio spingerà i medici a ricoverarla in Terapia Intensiva. Per il 23 gennaio si delinea la possibilità di dimissioni dall’ospedale – in quel momento la 59enne era ricoverata in Medicina – ma i dolori addominali continuano e non se ne farà niente. A fine gennaio le condizioni cliniche si complicano ulteriormente, da qui un nuovo trasferimento in Terapia Intensiva: un’escalation che si concluderà la sera del 3 febbraio con il decesso della paziente. Il giorno dopo viene presentato l’esposto dalla figlia ed è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo dal pm Maria Rita Pantani. Al momento non vi sono indagati ed è stata già eseguita l’autopsia oltre che i funerali. «Attendiamo l’esito dell’esame autoptico – si limita a dire l’avvocatessa Bergonzini – per capire cos’è accaduto. La famiglia ha piena fiducia nell’operato della magistratura e del medico legale».