I predoni del Po sono divisi in otto bande

Il fenomeno si estende da Reggio fino al Mantovano, dove si è svolto un convegno: un giro di affari illegale da centinaia di migliaia di euro, con pesanti danni ambientali

VIADANA (Mantova). Le inchieste hanno rilevato che i pescatori di frodo attivi sull'asse mantovano del Po sarebbero più di 150, organizzati in almeno otto gruppi che si spartiscono il corso del fiume con ruoli precisi e modalità d'azione da criminalità organizzata. Si stima che mediamente ogni gruppo sia in grado di smerciare due carichi a settimana da 20 quintali ciascuno di pescato che in gran parte finisce sul mercato romeno con profitti altissimi. Di questo si parlerà sabato 21  alle 11.30 a Carpitaly, fiera internazionale del carpfishing e della pesca al siluro (21-22 febbraio - Polo fieristico di Gonzaga) si terrà un appuntamento dedicato all'emergenza bracconaggio sul Po, che  vede la presenza costante sulle acque del grande fiume di almeno 150 bracconieri a caccia di pesce siluro, il “mostro” del Po.


Organizzati in reti criminali internazionali, i bracconieri danno vita a un giro d'affari di svariate centinaia di migliaia di euro. Per non parlare dei danni provocati ai fondali del fiume a causa dei sistemi di pesca illegali e del rischio per la salute dei consumatori, visto che buona parte di questo pesce inquinato finirebbe sulle tavole e nei mercati italiani.

L'iniziativa, dal titolo “Bracconaggio 2.0: dai problemi alle soluzioni”, si terrà nella sala convegni della Fiera Millenaria. Non sarà solo una riflessione, ma avrà anche il carattere di stati generali visto che al tavolo di discussione siederanno gli esponenti politici che si sono maggiormente impegnati a livello nazionale sul tema, i rappresentanti delle forze dell'ordine preposte al controllo sul Po e i referenti delle associazioni nazionali dei pescatori, che da sempre si battono per debellare il  bracconaggio. L'obiettivo è dare il via a una proposta di legge in grado di tutelare maggiormente le nostre acque.

Al tavolo dei relatori ci saranno i deputati Marco Carra e Diego Crivellari della commissione agricoltura della Camera;il capogruppo della Lega nord in Regione Emilia Romagna Alan Fabbri; il presidente nazionale Federazione italiana pesca sportiva Ugo Claudio Matteoli; il comandante della polizia provinciale di Ferrara Claudio Castagnoli; il presidente della Provincia di Rovigo Marco Trombini e il sindaco di Ostellato (Fe) Andrea Marchi. A moderare sarà Roberto Ripamonti, giornalista di Sky Caccia e Pesca. La scelta di tenere l'incontro a Carpitaly non è casuale: il tratto mantovano del fiume Po è uno dei più colpiti da un fenomeno che, tuttavia, coinvolge pesantemente tutto il corso del fiume dal delta del Po fino a Reggio Emilia e Parma. Oltre 200 chilometri di acque in pericolo.

Il fenomeno dei predoni affligge il Po da oltre dieci anni. I pescatori di frodo provengono in gran parte dall'Est Europa (Romania e Albania principalmente), dove la carne del siluro è considerata prelibata e venduta nei mercati dell'est a 15 euro al chilo. Non si esclude che possa finire illegalmente anche sui banchi italiani, come già accertato in più di un caso. I bracconieri agiscono prevalentemente di notte utilizzando metodi di pesca illegali e invasivi che danneggiano pesantemente il letto del fiume: stendono km di reti e utilizzano la corrente elettrica. Il pescato raccolto illegalmente viene trasportato e stoccato in mezzi e strutture non idonee ad alimenti, senza alcun controllo sanitario. Associazioni di pesca e aziende del settore hanno più volte lanciato l'allarme  anche per l'impoverimento della fauna del fiume, altro effetto del bracconaggio. Non ultimo, l'aumento di furti di motori e imbarcazioni su tutto il territorio. Il danno, quindi, è ambientale, economico e sanitario.

Principale punto di riferimento nazionale per il settore, Carpitaly richiama ogni anno alla Fiera di Gonzaga oltre 10mila persone dall'Italia e dall'Europa con i suoi 12mila metri quadrati di stand, incontri e intrattenimento. Il programma completo è su www.carpitaly.it. Orari di apertura: sabato 21 febbraio dalle 8.30 alle 18.30, domenica 22 dalle 8.30 alle 17.30. Ingresso: 10 euro.