Tre sezioni dell’Avis unite in un grande centro trasfusionale

Brescello, Poviglio e Boretto sono seconde solo a Reggio con due prelievi e oltre cento sacche di sangue al mese

BRESCELLO. Un anno di attività congiunta, che ha apportato benefici alla raccolta di sangue nella bassa reggiana. Sono infatti poco più di dodici mesi che le sezioni Avis di Brescello, Boretto e Poviglio si sono associate in ottemperanza alle disposizioni dell'Avis regionale in materia di riorganizzazione, che ha richiesto il dimezzamento dei 41 punti di raccolta presenti sul territorio provinciale a partire da quest’anno.

Il centro raccolta – che si appoggia alla sede di Brescello e che si trova all’interno dell’ex ospedale di via Cisa, l'unica delle tre ad avere i requisiti necessari – nel 2014 ha effettuato 1246 prelievi di sangue e 260 di plasma donati dagli iscritti delle tre sezioni, contro i 1166 e 246 del 2013.

Un aumento, dunque, che mostra come lo spirito di squadra abbia prevalso sul campanilismo, a favore di una migliore riuscita del servizio.

Lunedì mattina i presidenti delle sezioni Avis di Brescello, Boretto e Poviglio (Giancarlo Silva, Mario Tosi e Alberto Arcagnati) hanno ricevuto la visita dei sindaci Marcello Coffrini, Massimo Gazza e Giammaria Manghi, ai quali hanno fatto visitare ogni ambiente della sede e illustrato l’attività.

Quello di Brescello, Boretto e Poviglio è, in provincia, il punto trasfusionale più grande dopo quello di Reggio ed effettua due trasfusioni al mese riuscendo a ottenere circa 50 sacche di sangue per ogni donazione.

Tra personale sanitario e non vengono impiegate 18 persone, e per il futuro l'intenzione è quella di dotare la sede di due macchine per la raccolta del plasma. Per ottimizzare al meglio i prelievi e raccogliere la quantità di sangue richiesta dal centro trasfusionale, i presidenti sono tenuti a seguire nuove disposizioni: se in precedenza l'invito (via posta o sms) veniva inviato a tutti, oggi i donatori vanno contattati direttamente via telefono, in modo da avere una risposta sicura e attenersi alle quantità richieste dal centro trasfusionale di Reggio.

Dopo qualche titubanza iniziale, dunque, il “matrimonio” tra le tre sezioni ha dato i frutti sperati (le sedi Avis di Boretto e Poviglio non sono infatti sparite, ma sono rimaste attive per visite mediche, elettrocardiogrammi e iniziative varie) e la collaborazione tra i volontari è stata fattiva.

Un ottimo segnale per il futuro anche per l'Avis provinciale, da sempre una delle più numerose (in base al rapporto popolazione-iscritti) in ambito nazionale.