Memories: le Officine Reggiane per immagini

Al Centro d'arte Medardo Rosso di Montecavolo una doppia mostra fotografica con Augusto D'Antonio e Dario Montardi

REGGIO EMILIA. Memories: le Officine Reggiane» è il titolo della doppia mostra fotografica di Augusto D’Antonio e Dario Montardi che si apre al Centro d’arte Medardo Rosso in via Firenze 3 a Montecavolo. «La nostra civiltà - scrivono gli organizzatori - è piena di icone della storia, siano esse opere di pittori, sculturoi,m regisi o fotografi. L’uomo ha bisogno di conservare una memoria fisica e visiva degli eventi e dei cambiamenti delle città, anche di quei luoghi con “distruzioni che li accompagnano”: dismissione e deserto a guardare da fuori, opera e vita a guardarci dentro».

Dunque, le Reggiane tra passato e presente, metamorfosi di una città invisibile. Le Officine «sono un luogo dentro alla città ma fuori da ogni contesto cittadino, è terra di nessuno. è terra di cannibali, è la fabbrica che mangia se stessa. Non era nostra intenzione evocare il lavoro, la tecnica, la costruzione di trattori anziché aeroplani o pallottole»,  Per il vernissage, i disegni di Stefano Rubbiani, stimolati dalla chitarra di Daniele Cavedoni si confonderanno sulle foto bruciate dei due fotografi.

Dario Montardi, classe 1962, è nato a Modena dove vive e lavora. Da anni si dedica alla fotografia, una passione che divide con la vela e la montagna.
Esposizioni:
2011 Festival Nazionale di Fotografia - Levizzano (MO)
2012 Rassegna "L'ignoto e l'evidente" - Maranello (MO)
2013 Giornate Europee del Patrimonio - Foro Boario (MO)
2014 Fotografia Europea - Sezione OFF (RE)

"Da ragazzo avevo la passione per l'aeronautica e per l'aeromodellismo. Il Reggiane Re.2005, costruito nelle Officine Reggiane nel 1942, costituiva ancora un orgoglio nazionale, percepito tra noi appassionati come il mezzo italiano evoluto in grado di competere con i velivoli sviluppati dalle altre nazioni.

"Ma allora le Officine Reggiane, per noi ragazzi, erano solo un nome, un luogo lontano nel tempo.
Oggi poterle visitare, poter camminare tra questi capannoni, in rovina ma così pieni di storia, è stata certamente un'emozione, cosi come lo è stato scoprire che esiste una città nella città, uno spazio "franco", dove vive una comunità eterogenea di persone, un umanità che ha trovato qui una sistemazione precaria, eppur stabile.

"Non capita spesso di poter vedere dove e come vivono queste persone, di poter parlare con loro, e con loro condividere un attimo che diventa conoscenza reciproca, cercando di comprendere la loro condizione umana, di conoscere le loro speranze ed i loro sogni custoditi nell'illusione dell'effimero.
Da qui è nato questo progetto, pochi scatti che racchiudono le memorie di questa storica fabbrica e la sua metamorfosi che l'ha trasformata da luogo abbandonato in una forma ancora vivente, cuore pulsante di una "umanità" differente e anomala.

Augusto D’Antonio, fotografo, Graphic Multimedia Designer, Musicista e Informatico musicale, laureato in Comunicazione Artistica e Multimediale e diplomato al Berklee College of Music di Boston (USA). Ha realizzato prodotti per Carish, Lid Magazine, Backstage, Telefono Azzurro, MTV, FIDAS, RAI Trade, SM Strumenti Musicali, AXE, Sisme SpA, Museo Archeologico Teramo, Millecanali, Hughes & Kettner, Connessioni, Roland.

Vincitore del concorso fotografico della rivista Digital Camera. Ha pubblicato il saggio “Evoluzione della Performance”. Nel 2011 ha partecipato alla mostra “Savignano sul Rubicone per i 150 anni dell’Unità d’Italia”. Le sue foto sono state pubblicate su: Backstage, Dive e Donna, Eva 3000, Oggi, SM Strumenti Musicali, Millecanali, Connessioni, AXE, Starbene, Lid Magazine… Affascinato dal passato e dal futuro persegue il discorso "Tra Reale @ Virtuale "Comunicazione 3D-mensionale nell'era Digitale”.

"Si tratterebbe qui di abbattere il muro che separa la tecnica, vissuta finora dalla tradizione occidentale come l'anti-cultura, dalla cultura, vissuta come l'anti-tecnica. Ciascuno di questi ambiti si pensa in contrasto con l'altro. Forse è venuto il momento di pensarli sistematicamente l'uno attraverso l'altro, l'uno con l'altro. (R. Debray)

Le Reggiane: l’Architettura racconta il suo passato mostrando, con i suoi segni, una metamorfosi tra passato e presente, da produzione a città invisibile.

Info utili. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 16 alle 19