Viaggio nei luoghi della Resistenza

Presentate da Istoreco le mappe digitali: due app su smartphone e tablet faranno da guida

REGGIO EMILIA. Un modo in linea coi tempi per raccontare la Resistenza, per coinvolgere le nuove generazioni e invogliarle all'approfondimento, un modo, insomma, "tecnologico", per parlare di storia del Novecento, in questo caso di storia del Novecento nella nostra città.

Sono le "Resistenza mAPPe", presentate e lanciate ieri da Istoreco agli studenti reggiani e alla cittadinanza, e realizzate da Mirco Carrattieri, Massimo Storchi, Marco Marzi, Glauco Bertani e Michele Belleli; due app per smartphone e tablet, dunque, disponibili gratuitamente su Google Play (per sistemi operativi Android) e su ITunes (per Apple), che svolgono la funzione di "guida" per due tour ambientati, diciamo così, fra il 1943 e il 1945.

Il primo, illustrato proprio ieri mattina ad alcune scuole reggiane, si intitola "Un movimento di massa. La Resistenza" e si snoda: partendo da Piazza della Vittoria, dove si svolse la celebre manifestazione dei partigiani per festeggiare la Liberazione, si va alla Chiesa di San Francesco, la cui canonica ospitò i primi incontri del Comitato di Liberazione Nazionale. Da qui si passa alla Libreria Nironi e Prandi in via Crispi, luogo di ritrovo dell'antifascismo, in Piazza Prampolini per ricordarne l'eccidio del 1944, in Piazzale Fiume dove venne uccisa la spia Aschenko, poi a Porta Brennone teatro di uno dei più tragici eccidi partigiani in città il 3 febbraio 1945, in via Emilia Santo Stefano davanti all'ex Caffè Perli, ritrovo clandestino dei partigiani, per concludersi all'ex Caserma Zucchi, dove venne fucilato il partigiano Angelo Zanti.

Il secondo tour, initolato "Reggio città occupata. Il potere nazifascista" è stato invece presentato ieri pomeriggio, dopo i saluti del sindaco Luca Vecchi e quelli del Presidente della Provincia Giammaria Manghi, al termine del quale è stata allestita "A cosa serve un monumento?", ovvero una lettura multimediale della storia di Villa Sesso e degli uccidi lì avvenuti nel dicembre 1944.

Nel secondo tour si parte da Piazzetta Pignedoli, sede del comando della Guardia Nazionale Repubblicana fascista e della Brigata Nera, per passare a Villa Zironi e Villa Pellizzi, sedi dell'amministrazione militare tedesca, a Villa Chiesi in via San Zenone luogo di violenza e tortura in quanto sede del servizio di sicurezza nazista, alla Prefettura di Corso Garibaldi da dove arrivavano gli ordini per molti eccidi, al Carcere Dei Servi di via Guasco/via dei Servi dove vennero imprigionati e torturati gli oltre 500 prigionieri, a Corso Cairoli 6 dove aveva sede il Partito Fascista Repubblicano all'interno di Palazzo Carmi, a Villa Cucchi di via Franchetti 10 ovvero uno dei luoghi di tortura più terribili del regime fascista, per concludersi all'ex Caserma Zucchi, alloggio delle truppe fasciste e luogo di fucilazione del partigiano Zanti.

Ma non finisce qui: "Resistenza mAPPe" è infatti un progetto della Regione Emilia Romagna con la collaborazione degli Istituti Storici e le applicazioni sono in tutto nove: oltre a Reggio Emilia, dunque, i percorsi sono disponibili anche a Bologna, Parma, Rimini, Piacenza, Forlì, Modena, Ferrara e Ravenna.