Ex Reggiane, ora il Comune cerca i soldi

La Newco guidata da Iren Rinnovabili dovrà trasformare le manifestazioni d’interesse in investimenti nel piano

REGGIO EMILIA. Quello del colosso tedesco Siemens è uno degli oltre venti nomi delle realtà imprenditoriali - locali, nazionali e internazionali - che hanno formalizzato una manifestazione d’interesse sul progetto dell’Area Nord. E sarebbe sicuramente un “magnete” fortissimo per altre realtà che fanno ricerca e che potrebbero davvero scegliere l’ombra delle “onde” della stazione mediopadana per portare lì un pezzo del loro know-how, cercando la contaminazione con le altre realtà.

Il condizionale è d’obbligo, ma non solo per quel che deciderà di fare la Siemens. Di certo il Comune è oggi più che mai intenzionato a procedere spedito nell’opera di riqualificazione e progettazione in quella che è da sempre considerata il cuore dell’Area Nord, ovvero l’area Ex Reggiane.

Dopo che, nella seduta di lunedì scorso, il consiglio comunale ha dato il via libera alla creazione della Società di Trasformazione Urbana Reggiane Spa, ora questa Newco, attualmente guidata da Carlo Pasini di Iren Rinnovabili, deve mettersi immediatamente al lavoro. In che modo? Cominciando a contattare tutte quelle realtà che fino ad oggi hanno letteralmente “manifestato interesse” per questo progetto.

Per chiedere loro conferma di questo interesse, promuovendo le potenzialità di questo polo tecnologico che già oggi mette insieme l’Università e i suoi centri ricerca e la stessa Iren Rinnovabili, ovvero l’asset più innovativo della multiutility. E si tratta di una conferma non soltanto a parole: alle realtà imprenditoriali che hanno mostrato interesse, la Newco pubblica chiederà di dare concretezza a questo interesse, versando una sorta di caparra. Un po’ come fanno certi alberghi per tutelarsi contro le disdette dopo le prenotazioni. E non è soltanto una questione di autotutela: al progetto del Comune ora servono i contributi privati.

Non basta: la Newco deve fare anche abbastanza in fretta. il Comune conta di arrivare, al massimo a metà febbraio, con in tasca non più semplici manifestazioni d’interesse ma veri e propri contratti. Che consentano ad esempio di non perdere gli oltre 13 milioni di finanziamenti che la Regione ha messo sul piatto del progetto.

Anche in questo caso, però il Comune deve lavorare in tempi stretti: per poter partire con le opere di riqualificazione vere e proprie, deve bonificare i capannoni 17 e 18, quelli che sorgono accanto al Tecnopolo. E l’obiettivo è far partire le ruspe già alla fine della prossima primavera.

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