Naausica in gara per il titolo di regina della pasticceria

Sta sera la nuova sfida del talent show di Rai 2: dopo un casting con 300 concorrenti, ne sono rimasti solo 6

BIBBIANO. Entrare in un ristorante, sedersi al tavolo, aspettare il cameriere per ordinare e…trovarsi di fronte lei. È quello che può accadere al "Minuit à Paris", il bistrot specializzato in pesce e dolci, in centro a Bibbiano. Ad accoglierti ci sono Paolo Viani e la figlia Naausica appunto, la pasticcera che sta facendo impazzire l'Italia con le sue prelibatezze che ricordano l'alta pasticceria francese.

Lei ha 28 anni, è diplomata al liceo Moro ed è bibbianese doc. Capelli biondo platino, ciuffo rosa, è dolcissima come i suoi dolci. È una delle protagoniste della trasmissione "Il più grande pasticcere", il cooking talent show in onda il martedì alle 21 su Rai 2. Condotto da Caterina Balivo, vede sfidarsi i migliori pasticceri d'Italia giudicati dai maestri Luigi Biasetto, Roberto Rinaldini e Leonardo Di Carlo. Ora in gara sono rimasti solamente in sei, e stasera la vedremo di nuovo in azione.

Abbiamo incontrata Naausica, detta Kika, nel ristorante della sua famiglia. Lei è l'addetta ai dolci, «e guai a chi me li tocca – dice sorridendo – perché posso diventare una belva».

Abbiamo assaggiato le sue prelibatezze, non siamo riusciti a resistere, e in ogni dolce trapela tutta la passione che ci mette. «Ogni giorno mi lascio guidare dall'istinto – spiega – mi piacciono da matti l'acidità mescolata al dolce, i contrasti. Cerco di fare proposte alternative che non si trovano da altre parti». La sua specialità è la mousse al cioccolato bianco e frutti esotici. Una bontà.

Racconta com’è iniziata la sua passione per i dolci: «E’ un po' “colpa” della nonna. Sin da piccola mi piaceva guardarla quando, a casa, preparava i dolci ma non voleva mai che la aiutassi… A questo, crescendo, si è aggiunto l'amore per la pasticceria di Maurizio Santin».

E la nonna ora che cosa dice? «Fa il tifo per me, anche se dice che pasticcio troppo. Un po' ha ragione; più che pasticcera io amo definirmi pasticciona». Da allora di strada ne ha fatta. «Mi sono iscritta a Psicologia, ma ho capito subito che non faceva per me. Preferivo aiutare i miei al ristorante (all’epoca "La Chiocciola"), così ho lasciato l'università e ho fatto corsi in giro per l'Italia».

Finché un giorno è arrivata la chiamata dalla trasmissione: «Mi hanno chiesto se volevo partecipare al programma. All'inizio ero restia, poi mi hanno convinto i miei genitori e il mio ragazzo. Sono contenta di aver accettato».

Ha partecipato a un casting con 300 persone; ne sono state scelte dieci. Ora sono rimaste in sei. «E' una bella prova di vita. A livello lavorativo, emotivo e personale, è una bella esperienza. Sono nate anche delle amicizie. I giudici sembrano cattivi, ma hanno una parte dolce anche loro, e mi hanno fatto crescere tanto».

Quando parla di dolci, le brillano gli occhi. «Amo la pasticceria francese, che considero come una gioielleria. Amo i dolci al cucchiaio, i dessert da ristorazione. I dolci sono i miei bimbi». I clienti sono i suoi primi fan, ma tutto il paese si è stretto attorno a lei per sostenerla. Tant'è che, prima dell'inizio del programma, tanti bibbianesi si sono fatti fotografare con lei con un cartello con scritto "Nun ve temo", ovviamente rivolto agli altri concorrenti, che a loro volta hanno fatto lo stesso. «Si è creata una catena, alla quale hanno partecipato il sindaco, vari negozianti, clienti, amici. Ringrazio tutti per il sostegno continuo».