Dieci "pietre" per gli ebrei reggiani morti ad Auschwitz

Oggi il tour con Paolo Nori per posizionare le lastre davanti alle abitazioni dei cittadini deportati

REGGIO EMILIA A piedi per Reggio, per conoscere storie dimenticate, per inciamparci sopra. Nel modo più letterale. Lunedì 8 dicembre, insieme allo scrittore Paolo Nori, verranno ricordati dieci abitanti della città di origine ebraica, deportati a Auschwitz dove poi morirono.

Sarà un anticipo delle prime installazioni a Reggio delle “pietre d’inciampo”, le opere d’arte diffuse che ricordano le persone deportate nei campi di concentramento e sterminio nazisti, dove trovarono la morte.
L’iniziativa, realizzata grazie a Istoreco e al Viaggio della Memoria, prevede il montaggio di piccoli cubi di piastre di ottone rialzate e incastonate in marciapiedi, piazze, strade, che ricordano la vittima, con i dati anagrafici e il luogo della sua morte. Frutto di un’idea dell'artista tedesco Gunter Demnig, vengono depositate dove la persona uccisa visse liberamente per l’ultima volta.


A Reggio Emilia le prime dieci pietre parleranno di ebrei catturati dalla polizia italiana e poi consegnati ai nazisti, che li deportarono a Auschwitz dove morirono. I loro nomi: Ada, Olga e Bice Corinaldi chei abitavano in viale Monte Grappa 18; Benedetto Melli e la moglie Lina Jacchia, via Emilia San Pietro 22; Oreste Sinigalia, Beatrice Ravà, Iole e Ilma Rietti, tutti residenti in via Monzermone 8. A ricostruire le loro storie, assieme a Istoreco, i ragazzi di tante scuole reggiane, coinvolte in un laboratorio di ricerca che li ha portati a conoscere nel dettaglio un pezzetto, importante quanto oscuro, della storia della loro terra. In questo modo la città si unirà a decine di località europee che già ricordano i deportati, fra cui Roma, Venezia, Merano e Genova.

A installare nel terreno le pietre provvederà lo stesso Gunter Demnig, che sarà a Reggio il 9 gennaio per occuparsi delle operazioni pratiche, ospite di Istoreco. L’artista tedesco ha iniziato il suo cammino a Colonia, dove vive, una ventina d’anni fa, ed è disponibile a lavorare in tutta Europa per proseguire questo percorso di memoria. Un’anticipazione storica e letteraria, da fare a piedi come le pietre d’inciampo richiedono “moralmente”, si svolgerà nella mattina di lunedì 8 dicembre.


Istoreco, assieme ai Teatri, organizza per l’occasione “Parole d'inciampo: Auschwitz cominciava a Reggio Emilia”, una camminata a piedi in centro che servirà sia per presentare le pietre d’inciampo, raccontando le storie commemorate, sia come primo passo della preparazione del Viaggio della Memoria, che ogni anno porta più di mille studenti reggiani nei luoghi del dominio nazista e che fra febbraio e marzo li accompagnerà a Cracovia e ai campi di concentramento e di sterminio ad Auschwitz. D’altra parte, per gli studenti reggiani il Viaggio della Memoria è una realtà consolidata, entrata nelo corso degli anni a far parte del bagaglio culturale e genetico di migliaia di giovani. Ora si tratta di calare le conoscenze acquisite in questi viaggi nelle realtà reggiana, perché l’Olocausto è una realtà che non ha toccato solo gli altri.
Infatti la posa dei sampietrini del prossimo gennaio è un’altra tappa del Viaggio, e aderisce allo stesso principio.

La storia locale e quella “grande” sono collegate fra loro, e conoscere i luoghi, i propri come quelli lontani, è fondamentale per capire cosa sia accaduto, e quante vite siano state toccate dalla storia.
Ora è il momento di mostrare le vie e le strade che ospiteranno le pietre d’inciampo. Istoreco lo farò appunto lunedì prossimo con un anfitrione d’eccezione, lo scrittore Paolo Nori, a lungo legato ai Viaggi della Memoria reggiani e da sempre attivo sul tema della memoria e della deportazione. Nori, che realizzerà un testo ad hoc per questo nuovo progetto, prenderà parte alla passeggiata storica, aperta a quanti vorranno unirsi.

L’appuntamento è alle 10 in viale Monte Grappa 18, dove abitarono Ada, Olga e Bice Corinaldi. Alle 10.30 si partirà verso casa Melli, in via Emilia San Pietro, proseguendo verso via dell’Aquila, nel cuore dell’ex Ghetto, per conoscere Oreste Sinigalia, Beatrice Ravà, Iole e Ilma Rietti.Da lì, l’ultima tappa, verso la sala stampa del Teatro Valli, dove alle 11.30 Paolo Nori concluderà la mattina con le sue riflessioni: “Auschwitz cominciava a Reggio Emilia”.