Ustionata, c’è un’indagine interna

Aperto anche un procedimento disciplinare. Leoni (Rete): «E’ un dolore che colpisce tutta l’azienda»

REGGIO EMILIA. La raccapricciante morte dell’88enne per le ustioni riportate durante un “bagno” di routine all’interno della casa protetta “I girasoli”, sta avendo ripercussioni non solo sul piano investigativo (come anticipato ieri dalla Gazzetta la procura ha aperto un’inchiesta), ma anche all’interno della struttura per anziani.

E’ stata infatti avviata sia un’indagine interna sia un procedimento disciplinare (davanti all’apposita Commissione dell’azienda pubblica di servizi alla persona Rete) che si muoverà in sintonia con l’inchiesta del pm Maria Rita Pantani.

L’indagine interna ha già “prodotto” una relazione sull’accaduto da parte della coordinatrice della casa protetta “I girasoli”, girata alla direzione di Rete e una copia poi depositata in procura. Ma non siamo certo solo di fronte a freddi passaggi burocratici, perché le parole di Raffaele Leoni – presidente di Rete – lasciano chiaramente intendere come questa tragedia abbia profondamente toccato chi lavora nelle varie strutture che fanno capo all’azienda pubblica: «Abbiamo già espresso il nostro cordoglio alla famiglia – entra nel merito il presidente Leoni – ed è un dolore che accomuna tutta Rete e non ci lascia indifferenti. Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e se emergeranno delle responsabilità, verranno perseguite anche dall’azienda. Vedremo. Si tratta di un grave episodio a cui non vogliamo dare giustificazioni, ma contemporaneamente quanto accaduto non può cancellare – rimarca il numero uno di Rete – la qualità dei nostri servizi ed i risultati che otteniamo ogni giorno, come ci è stato riconosciuto dai parenti degli ospiti in recenti assemblee».

Ma cos’è accaduto di preciso l’11 novembre scorso all’interno della casa protetta di Pieve Modolena? L’88enne – affetta dal morbo di Alzheimer da 12 anni – era ospitata al secondo piano della struttura: quel giorno alle 10.15 l’anziana viene adagiata su una barella ed accompagnata da un’operatrice alla doccia. In precedenza il “bagno” è stato fatto da un’altra ospite, ma senza conseguenze. Solo intorno alle 13 l’addetto alla manutenzione si accorge che esce acqua caldissima dai rubinetti e ne vieta l’uso, chiedendo subito l’intervento di Iren sulla caldaia (solo l’azienda fornitrice di energia può metterci mano) perché qualcosa non va nella valvola di termoregolazione. Ed è in quel momento che nella casa protetta capiscono che vi possa essere un collegamento fra quell’acqua troppo bollente e le chiazze che sono stranamente comparse sulla parte anteriore del corpo dell’88enne che, a causa della malattia, non ha manifestato sofferenze o disagi durante la doccia. Nemmeno l’operatrice si è accorta di nulla ed è probabile che sia stata una questione di secondi. Capita la gravità della situazione, l’anziana viene prima portata d’urgenza al pronto soccorso del Santa Maria, poi al Centro ustioni di Parma dove morirà 11 giorni dopo.