I dipendenti pubblici scendono in piazza

La protesta indetta per lunedì da Cisl, Snals e Gilda: solo nella nostra provincia sono interessati 20 mila lavoratori

REGGIO EMILIA. Il fronte antisindacale li considera dei privilegiati e vorrebbe ulteriormente livellarli verso il basso. Loro, i dipendenti pubblici, non si rassegnano e si battono per recuperare il potere d'acquisto perso in sei anni di congelamento dei contratti nazionali. Lo sciopero, però, non è unitario. L'hanno indetto per lunedì in tutta l'Italia le federazioni della scuola e del lavoro pubblico della Cisl e i sindacati autonomi della scuola Snals e Gilda.

Malgrado l'assenza della Cgil e della Uil, mobilitate per lo sciopero generale del 12 dicembre, vi partecipano tutte le categorie del pubblico impiego. «Per la prima volta - osserva Davide Battini della Funzione pubblica Cisl - aderiscono insieme dodici sigle diverse, facendo seguito alla manifestazione nazionale dell'8 novembre».

Sono interessati nella nostra provincia circa ventimila lavoratori, di cui ottomila nella sanità e più di seimila nella scuola. La protesta culminerà alle 10.30 in un presidio davanti alla Prefettura. «Chiediamo - spiega Battini - il rinnovo dei contratti, il cui blocco ha ricadute pesanti anche sulle pensioni e sulle condizioni normative. Dal 2009 la spesa pubblica per il personale è diminuita di sette miliardi». «Il governo - denuncia Monica Leonardi della Cisl scuola - rifiuta il confronto con i corpi sociali e vuole procedere con decreti legge, sostituendo gli aumenti di stipendio per anzianità con quelli attribuiti alla competenza professionale. Non abbiamo mai negato di riconoscere il merito, ma lo si deve valutare correttamente e coniugare con il valore dell'anzianità».

Antonio Bonfrisco, coordinatore provinciale e regionale della Gilda, punta il dito sulla piaga del precariato: «Renzi - dice - pensava di averla sanata con la promessa di stabilizzare 148mila precari della prima fascia. Ora la sentenza della Corte Europea apre la strada all'assunzione di un numero molto più alto». «Renzi - ammette Monica Leonardi - è andato oltre le nostre richieste. Tuttavia, essendo stato riconosciuto il diritto di chi ha più di tre anni di precariato, faranno ricorso anche moltissimi insegnanti della seconda e terza fascia».

Bonfrisco prevede cause singole, ma anche collettive. Margherita Salvioli Mariani, segretaria provinciale della Cisl, sottolinea: «I dipendenti pubblici svolgono la propria attività in cui sono coinvolte persone, dalla scuola alla sicurezza. Il welfare non può essere creato con lavoratori trattati con disprezzo, senza prospettive per il futuro. Così si crea un vuoto nel servizio pubblico, che si finisce per colmare con la privatizzazione, peggiorando il trattamento sia dei dipendenti sia degli utenti. Sui motivi della protesta siamo d'accordo con al Cgil. Ci differenziano gli strumenti e i metodi. Se volevano un'azione unitaria la dovevano concordare prima».

Luciano Salsi