Toto-giunta, spunta fuori il nome di Paolo Bonaretti

Reggiano, è il direttore del consorzio Aster. Per lui si parla del sottogretariato Dal Pd reggiano spingono per Mori: libererebbe un posto in consiglio a Malavasi

REGGIO EMILIA. Spunta un nome nuovo, a complicare gli equilibri territoriali dei reggiani che aspirano ad un ruolo in giunta, proprio mentre calano le quotazioni di Andrea Rossi nel ruolo di capogruppo Pd e si spinge per l’ingresso di Roberta Mori nella squadra del neopresidente Stefano Bonaccini, liberando così un posto in consiglio per Ivan Malavasi, il primo tra i non eletti della nostra provincia.

Una sola, per ora, la certezza: per la formazione della sua giunta, il nuovo presidente della Regione prenderà ogni decisione in totale autonomia. Ma proprio dalla “sua” Modena rimbalza a Reggio il nome di una new entry in quella che potrebbe essere la sua futura squadra. Si tratta del reggiano Paolo Bonaretti, direttore generale dell’Aster, il consorzio regionale per la Ricerca e il trasferimento tecnologico. Classe 1956, Bonaretti sarebbe in pole position per il ruolo di sottosegretario alla presidenza della Regione. Dal 2004, inoltre, è presidente di Spinner, il consorzio tra Aster, Invitalia e Fondazione Alma Mater per lo sviluppo del capitale umano per la creazione di imprese hi-tech, trasferimento tecnologico e innovazione.

Un nome che di fatto eliminerebbe dalla corsa al sottosegretariato l’ex sindaco di Casalgrande, Andrea Rossi, per il quale da un paio di giorni si parlava anche della possibilità di diventare nuovo capogruppo Pd: un ruolo complicato, anche alla luce dell’inchiesta sulle spese pazze che ha travolto i capigruppo della scorsa legislatura, che lo stesso Rossi starebbe valutando senza particolare entusiasmo. Sempre dalla nostra provincia, qualcuno starebbe pensando anche a Fausto Nicolini, direttore generale dell’Ausl di Reggio. Per lui si vocifera di un incarico nell’assessorato alla Sanità, ruolo che però appare blindato da esponenti bolognesi.

Quanto a Roberta Mori, sono in molti dal Pd reggiano coloro che vorrebbero per lei un posto in giunta, ritagliandole un ruolo da assessore alle Pari opportunità o una delega affine. Sarebbe questa, infatti, la chiave per spianare la strada del consiglio a l’ex presidente nazionale Cna, Ivan Malavasi, primo fra i reggiani del Pd a non essere stati eletti, clamorosamente escluso dopo aver raccolto soli 4.242, cinquecento in meno di Silvia Prodi.

Secondo la ripartizione dei seggi della nuova legge elettorale regionale, infatti, che segue il sistema proporzionale, in caso di rinuncia o dimissioni di un consigliere (che potrebbero essere rassegnate anche semplicemente per l’ingresso in giunta), il seggio vacante viene occupato dal primo dei non eletti della circoscrizione provinciale del consigliere che rinuncia. In questo caso, Malavasi.

Uno scenario che sarebbe diverso da quanto avvenuto nella scorsa legislatura con l’ingresso in consiglio di Marco Barbieri, nonostante anche secondo la vecchia elettorale la ripartizione dei seggi seguisse il principio proporzionale. Nel 2011, infatti, Barbieri entrò in consiglio su ricorso al posto di Daniela Montani, candidata nel listino del presidente ora abolito, la cui elezione fu giudicata incompatibile dal momento che aveva contratto in essere con la Regione. In quel caso, Barbieri risultò il primo degli esclusi per i resti a livello regionale, ottenendo così il pass per l’ingresso in Regione.