La campagna elettorale termina tra terremoto e “spese pazze”

Alan Fabbri, Stefano Bonaccini, Giulia Gibertoni e Alessandro Rondoni uno contro l’altro nel confronto di Skytg24:
più slogan che emozioni, nessuno brilla nella corsa finale alle urne per il nuovo governatore

REGGIO EMILIA. L’unico confronto davvero mediatico trai candidati al ruolo di governatore dell’Emilia Romagna è andato in scena ieri sera nel teatro di Sky. Almeno questo era il nobile tentativo. Un confronto che però non ha avuto i picchi che ci si poteva aspettare, dove solo il terremoto ha scaldato gli animi dei contendenti. Un confronto comunque zoppo, senza due dei sei candidati (Cristina Quintavalla per L’Altra Emilia Romagna e Maurizio Mazzanti di Liberi Cittadini), scelta che ha avuto anche uno strascico polemico.

Un confronto perfettamente in linea con la campagna elettorale che chiuderà nelle prossime ore, e cioè assai poco avvincente per i cittadini. E la colpa non era certo delle domande ma piuttosto nella comprensibile necessità, di tutti, di staccarsi il più possibile dall’attuale immagine della Regione, negli ultimi mesi sui giornali più per inchieste che per altro.

Alan Fabbri, candidato per Lega Nord Forza Italia e Fratelli d’Italia, Stefano Bonaccini, candidato per Pd e Sel, Giulia Gibertoni, scelta dal Movimento Cinquestelle e Alessandro Rondoni di Ncd hanno comunque avuto il merito di aver portato l’Emilia Romagna al centro della giornata politica, sono diventati trend topic su Twitter lasciando intravedere quello che lunedì succederà: il voto emiliano-romagnolo andrà certamente a condizionare la politica italiana. Colpa dell’alta astensione che tutti prevedono? O un risultato inaspettato per alcune forze politiche? Non è e non sarà tanto una questione di equilibri, ma piuttosto una questione di credibilità, su una Regione che anche ieri sera è finita nel calderone delle spese pazze.

Sky ha seguito per tutta la giornata gli staff e i sostenitori dei quattro aspiranti governatori: un pullman partito da Bologna con a bordo Sky e dodici persone per ogni candidato ha movimentato la giornata. Duecento chilometri di dibattito che ha avuto l’apice sull'inceneritore ma nessuno screzio vero. L’unico, di tutta la lunga maratona politica televisiva in diretta, è arrivato durante il confronto, quando una grillina, nel formulare la propria domanda al candidato della Lega Alan Fabbri, ha di fatto “strappato” il microfono al conduttore, perfetto e puntuale nel cogliere tentativi di “dribbling” e “fuori tema”, Gianluca Semprini. Superata l’insistenza dell’intervenuta, tutto è tornato alla normalità.

La più applaudita è stata Giulia Gibertoni, “meno forconi più Rondoni” è stato lo slogan più divertente, il battibecco lo hanno invece vinto, l’uno contro l’altro, Alan Fabbri e Stefano Bonaccini, pronti a beccarsi soprattutto sul tema del sisma, il vero asse di confronto di tutta la serata. A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato la domanda di Guglielmo Golinelli, capogruppo della Lega Nord a Mirandola, quando ha chiesto a Stefano Bonaccini se fosse d’accordo con la decisione del ministro Padoan di negare l’esenzione fiscale ai cittadini terremotati: «Chiediamo una fiscalità di vantaggio e la otterremo - ha spiegato Bonaccini - ma i cittadini devono sapere che ci sono già sei miliardi di euro stanziati per cittadini e imprese. Interverremo sulla burocrazia, ma noi sul terremoto ci siamo, ed è da Medolla che siamo partiti con la nostra campagna elettorale».


Alan Fabbri replica coi numeri: «Un cittadino terremotato su quattro è fermato da questa burocrazia e non ha ancora ricevuto nessun contributo. Fino ad oggi c’è stata una gestione allegra e dobbiamo poter ridare ai cittadini dell’Emilia Romagna quell’orgoglio che è stato tradito».Si diceva dell’applauso a Giulia Gibertoni. È arrivato, appunto, sulle spese pazze: «Abbiamo già detto delle riduzioni di stipendio, abbiamo già detto della rinuncia ai vitalizi e perché non pensiamo anche a congelare le indennità di fine mandato - una sorta di tfr - per i consiglieri uscenti, gli stessi al centro dell’inchiesta della procura di Bologna? Nessuna liquidazione fino a quando non si sarà chiarita positivamente la loro posizione».

Alessandro Rondoni si è soffermato soprattutto sulla semplificazione: «Gli sprechi ci sono, la Regione è grassa e le famiglie sono magre. Ed è sull’apparato che bisogna intervenire: meno dirigenti, meno enti di secondo livello, abolizione di tutte le partecipate». Concludendo è doveroso dare un’occhiata anche ai dati comunicati da Sky al termine della serata sulla manifestazione di opinione - guai a chiamarlo sondaggio - espressa dagli ascoltatori attraverso la tecnologia Sky. Alla domanda “chi vi ha convinto di più?” il pubblico ha così risposto: Giulia Gibertoni 45%, Alan Fabbri 25%, Stefano Bonaccini 24% e Alessandro Rondoni 6%. Domenica si farà sul serio.
@dvdberti
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