A Reggio Emilia c’è il tasso più alto di tumori da amianto

Allo sportello della Cgil decine di contatti. Fantini: «Purtroppo incide la storica presenza di aziende del settore» - Guarda la mappa interattiva - L'Ausl: "Fenomeno in aumento"

REGGIO EMILIA. Nella provincia di Reggio Emilia c’era un vero e proprio apparato industriale che operava nella lavorazione dell’amianto grezzo. Otto aziende di varie dimensioni hanno visto passare nei loro stabilimenti tremila lavoratori. «A questi occorre aggiungere tutti coloro che sono stati esposti per aver lavorato a contatto con l’amianto» avverte Dirce Fantini, responsabile dello sportello amianto aperto lo scorso 3 ottobre dalla Cgil di Reggio in via Roma. Sono molti, infatti, i lavoratori reggiani che per anni hanno maneggiato manufatti contenenti cemento-amianto, come nelle ex officine Reggiane, o nel settore dell’edilizia, dell’idraulica o della coinbentazione.

Per questo motivo, il registro regionale dei mesoteliomi (tumori derivati dall’amianto) affidato al servizio di medicina del lavoro, evidenzia che Reggio Emilia ha il maggior indice di incidenza della Regione. Secondo le ultime rilevazioni, l’incidenza per gli uomini segna un tasso del 4,2, contro una media regionale del 3,3. «Purtroppo siamo un territorio ad alta presenza di imprese che hanno avuto a che fare con l’amianto - dice Fantini - per questo abbiamo questo triste primato in Regione. Dall’apertura dello sportello amianto sono venute da noi circa trenta persone. Si tratta di ex lavoratori o di familiari delle vittime. In alcuni casi sono persone che hanno patologie che non si manifestano in maniera così evidente, ma essendo ex lavoratori esposti a rischio ci chiedono aiuto».

Ad accogliere queste persone allo sportello ci sono i consulenti del “dipartimento salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” della Cgil. «Persone in grado di offrire consigli, ad esempio sugli esami clinici da effettuare, e sulle possibili norme delle quale poter beneficiare nel caso in cui si è colpiti da determinate patologie - dice la responsabile dello sportello - Il nostro obiettivo è formare anche una banca dati regionale più completa possibile per poter offrire un quadro completo».

Da un’ elaborazione degli archivi Inca-Cgil è stato rilevato che le domande dei benefici previdenziali per esposizione ad amianto previsti dalla normativa, sono stati finora 900. Il numero di domande o casi di malattia professionale correlata fatte dall’Inca Cgil negli ultimi 10 anni è di 190. Le cause legali di risarcimento danno differenziale correlato sono 70. Esistono poi gli esposti ambientali, cioè tutti coloro che abitavano nei pressi degli stabilimenti o lavoravano in aziende confinanti con gli stabilimenti del Cemento Amianto. Da un rilevamento fatto dal Comune di Rubiera delle mappe, alla metà degli anno 80, dell’area circostante lo stabilimento Eternit nel raggio di 300 metri, risulta che c’erano 19 aziende di varie dimensioni sulle quali non è mai stato fatto nessuno studio epidemiologico.

Il numero delle persone colpite da malattie derivate dall’esposizione all’amianto è destinata a quindi a crescere, come dichiarato dalla direzione di sanità pubblica dell'Ausl di Reggio Emilia sull'aumento dei tumori.

Tutti argomenti affrontati dalla piattaforma regionale amianto promossa nei mesi scorsi dalla Cgil, «per contribuire a raggiungere gli obbiettivi di eliminazione completa dell’amianto dal proprio territorio - afferma la Camera del Lavoro - potenziamento della ricerca medico scientifica per la cura e la sorveglianza sanitaria, predisposizione delle discariche regionali per lo smaltimento e mappatura obbligatoria dei siti con amianto».

«Il governo, però, ci deve fornire le condizioni per poter operare e intervenire sulla prevenzione - afferma Fantini - oltre che per la rimozione e la sorveglianza sanitaria. Il governo deve inserirlo tra le priorità politiche, per questo si chiede che sia sbloccato il piano nazionale amianto fermo dopo la conferenza di Venezia del 2012».

Ulteriore contributo alla soluzione del problema amianto verrà dato il 18 novembre a Bologna dove si terrà il primo atto costitutivo dell'associazione Familiari e Vittime Amianto.