Produttività, i reggiani lontani dalla vetta

Primo Marchi, ma a livello nazionale è solo 51esimo. In Senato non va meglio Ecco la classifica stilata da Openpolis sull’efficienza dei nostri parlamentari

REGGIO EMILIA. A Montecitorio, il migliore dei reggiani è Maino Marchi, che tuttavia è solo 51esimo a livello nazionale. Il peggiore, invece, è l’ex assessore comunale, Paolo Gandolfi, addirittura 418esimo. Nel “mucchio” Antonella Incerti, Maria Edera Spadoni e Vanna Iori. Ma anche al Senato la situazione non va meglio, con Maria Mussini e Leana Pignedoli relegate a metà classifica. Sono sette i reggiani eletti in Parlamento. E nessuno entra nella top ten dei parlamentari più produttivi. Anzi, secondo il dossier pubblicato da Openpolis, l’osservatorio civico sulla trasparenza della politica italiana, per trovare il primo parlamentare reggiano bisogna superare addirittura la cinquantesima posizione.

L’INDICE DI PRODUTTIVITÀ. Interventi, presenze, votazioni. Ma anche proposte di legge, mozioni, ordini del giorno. L’“indice di produttività”, spiegano da Openpolis, è una definizione «lontana dal mero conteggio delle attività svolte». La classifica stilata «è tesa a rilevare la capacità di essere influenti ed efficienti. Non è produttivo il parlamentare primo firmatario di innumerevoli ddl, ma quello che porta a casa una legge; non è produttivo chi protocolla centinaia di interrogazioni, ma chi riesce ad ottenere una risposta da parte del ministro competente». In altre parole, il lavoro di deputati e senatori «viene analizzato in base a criteri di efficacia che aiutino a distinguere la gran massa di attività che non produce effetti da quella, poca, che invece dà risultati». Ad esempio, senza entrare nel merito degli atti, il report attribuisce un punteggio ad ogni passaggio di iter: più un provvedimento si avvicina al suo completamento, più sarà alto il punteggio assegnato a chi presenta l'atto o ne è il relatore.

MARCHI PRIMO REGGIANO. Scorrendo l’elenco di tutti i 650 parlamentari eletti alla Camera, il primo reggiano in classifica è il deputato Pd, Maino Marchi: 51esimo, con un indice del 151,06, distante anni luce dal leghista Matteo Brigantini, in testa a livello nazionale con una produttività pari a 637,35. In seconda posizione, tra i reggiani, Antonella Incerti, sempre del Pd. Per lei addirittura la 152esima posizione (indice del 68,71%), di poco superiore all’unica deputata reggiana eletta fuori dalle fila del Partito Democratico: Maria Edera Spadoni del M5s, 163esima in classifica con un indice di 64,56. Giù dal podio, invece, Vanna Iori (Pd), quarta a livello provinciale ma solo 416esima a livello nazionale (con un indice pari a 27,72), e l’ex assessore comunale Paolo Gandolfi, fanalino di coda della pattuglia dei reggiani, con un indice di 27,46 che lo colloca nella 418esima posizione.

SENATO: MUSSINI È 107ESIMA. Se alla Camera i nostri deputati sono fuori dalla top ten, al Senato va anche peggio, con le due parlamentari reggiane addirittura fuori dai primi cento. Al numero 107, su 315 senatori, si piazza infatti l’ex M5s, Maria Mussini, ora al gruppo misto, con un indice di 96,35, circa 630 punti in meno della sua collega di gruppo, Loredana De Petris, prima in graduatoria con un indice di 726,25. Un centinaio di posizioni più in basso rispetto alla Mussini, infine, si incontra l’altra rappresentante reggiana che siede a Palazzo Madama: Leana Piegnoli (Pd), 196esima in classifica con un indice di 46,41.

LA CLASSIFICA REGIONALE. Spicca, a livello regionale, la performance del parmigiano Pd Giorgio Pagliari, secondo nella classifica di tutto il Senato con un indice di produttività pari a 525,69. Dietro di lui altri due democratici: la bolognese Francesca Puglisi con 261,01 (15esima a livello nazionale) ed il modenese Stefano Vaccari con 203,69 (31esimo). Nella classifica generale della Camera, invece, il ferrarese del Pd, Alessandro Bratti, è 16esimo con 288,1 punti. Tra gli emiliano-romagnoli lo segue da vicino il leghista romagnolo Gianluca Pini con 287,76 (17esimo); più indietro la modenese Pd Manuela Ghizzoni, con 174,34 (34esima).

PARTITI: LA LEGA È AL TOP. A livello di partiti, è la Lega Nord quello che si rivela più efficace, sia alla Camera che al Senato: quattro i deputati nella top ten, che si aggiungono ai due senatori. Ma c’è anche un altro dato che risalta dallo studio: le leggi sono in gran parte fatte dal governo e solo una piccola percentuale di parlamentari fa registrare un’attività politica rilevante: il 70% degli onorevoli risulta addirittura sotto la sufficienza. «Progressivamente il Governo ha concentrato nelle proprie mani anche il potere legislativo - commentano da Openpolis – L’84% delle leggi approvate, e tutte quelle più importanti, nella Legislatura XVII sono di sua iniziativa. A farne le spese il Parlamento nel suo complesso, ma anche la maggioranza che lo sostiene relegata nei fatti al ruolo di schiaccia bottoni e bypassata dall’esecutivo che ha cercato direttamente l’accordo con le opposizioni».

I BIG FANNO POCO. Fra i parlamentari che hanno un indice di produttività bassissimo, vicini a quota zero, molti big nazionali. Come i due deputati di Forza Italia, Gianfranco Rotondi e Daniela Santanchè, e i senatori, sempre Forza Italia, Nicolò Ghedini e Denis Verdini.

@evarspar

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