Via Veneri è una polveriera. Vecchi: "Pronti a intervenire"

Il Comune sta studiando un’ordinanza antidegrado: «Ma su quell’area serve un lavoro che coinvolga tutti»

REGGIO EMILIA. «Quella dell’immigrazione è una partita che non è mai finita, dove non ti puoi permettere di non essere sul pezzo costantemente». Il dossier regionale sullo stato dell’immigrazione nelle nostre città è una fotografia che il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, ha ben presente. Una fotografia che riguarda l’oggi, ma, secondo il primo cittadino, non può prescindere dalla storia: «In un quarto di secolo -spiega -ovvero dalla fine degli anni 80 a oggi la nostra città è passata da 120mila a 170mila abitanti. Non credo sia successo qualcosa di simile in moltre altre realtà del nostro Paese...».

Cosa intende dire?
«Che poteva saltar per aria la città e invece non è accaduto. E questo è un merito che va ascritto a un intero sistema che in questi hanno ha tenuto: penso al Pubblico, ma anche al mondo del Terzo Settore, a quello del Volontariato sociale, ai sindacati, e alle forze di polizia. Tutti questi soggetti hanno saputo fare rete in questi anni impedendo che i problemi, che pure ci sono, finissero per degenerare».

Alcuni di questi problemi sono piuttosto evidenti. Pensiamo a interi quartieri che rischiano di diventare ghetti...
«Ho letto le sollecitazioni che, attraverso la Gazzetta, sono arrivate dal professor Giovannini e in parte le faccio mie. Il problema dell’alta concrentazione di immigrati in alcune zone della città non è di oggi, ma ad esempio, per quanto riguarda via Turri risale agli anni in cui fallirono i costruttori di quel quartiere. Da qualche tempo a questa parte però, lì si è cambiato passo: le forze dell’ordine hanno intensificato in maniera incisiva il controllo del territorio. Ora si entra anche negli appartamenti e questo consente di avere il quadro preciso della situazione. Da parte nostra stiamo cercando di continuare e incrementare le occasioni di dialogo attraverso le associazioni di volontariato, i comitati dei cittadini, dai quali ci arrivano input che magari non sono quelli che ci si attende e per noi sono importanti».

E quali sarebbero?
«Quando i cittadini ci chiedono più sicurezza, in realtà poi li incontri e ti segnalano più la necessità di vivere in un posto curato, con il parco in cui periodicamente si aggiustano i giochi e si taglia l’erba. Chiedono insomma di poter vivere la città. E in questo l’amministrazione è impegnata al centouno per cento».

Invero, il professor Giovannini nell’intervista alla Gazzetta punta l’indice anche sul tema della scuola...
«Posso convenire sul problema, ma non mi sento in questo caso l’unico attore chiamato in causa»

In questi giorni, per la verità, è esploso anche un altro caso, oltre a quello storico di via Turri. Siamo in via Veneri, dove i residenti sono esasperati e chiedono al Comune di cacciare tutti gli stranieri...
«In via Veneri il problema è per certi versi più preoccupante rispetto a quello annoso di via Turri. E proprio per l’esasperazione che traspare dai cittadini».

E il Comune cosa pensa di fare?
«Abbiamo ben presente la gravità della situazione e stiamo studiando diverse misure, tra cui anche una ordinanza ad hoc».

Una ordinanza contro il consumo di alcolici. Basterà?
«Da sola no di certo. In quella via c’è un problema di alcuni locali che vendono alcolici e hanno orari che consentono loro di restare aperti fino a notte fonda. Ma le ordinanze da sole non risolvono quasi mai i problemi e in questo caso poi mi sento già di escluderlo: per questo siamo già al lavoro per incontrare tutti gli attori di questa zona. Vogliamo coinvolgere i cittadini, certo, ma anche i volontari del centro sociale, il centro di preghiera islamico , la scuola: l’obiettivo è quello di fare di quella zona una zona più vivibile, in cui vi sia una più accurata manutenzione delle aree pubbliche e in cui tutti rispettino le regole. E penso a tutte le regole del vivere civile: dalla gestione dei rifiuti, al disturbo alla quiete».

Il professor Giovannini evidenzia anche il problema dell’integrazione nelle scuole, della formazione dei docenti...
«Credo che sarebbe sbagliato pensare che “mamma Comune” possa risolvere tutti i problemi. Mi permetto una citazione: Zigmunt Bauman scrive che le città sono diventate la discarica dei problemi della globalizzazione. Io dico a chi ci governa: dateci le risorse per affrontare i problemi».

Ce l’ha con il governo che vivede alla maggioranza?
«Non ce l’ho con nessuno. Solo, non vorrei che lo stesso governo che oggi vuole dare il bonus bebe si trovasse i comuni che chiudono gli asili».

Converrà con me, sindaco che loo scenario che evoca non è dei più rosei...
«Non evoco alcun scenario, ma di una cosa oggi sono convinto più che mai. Siamo arrivati a un punto in cui occorre scegliere una rotta da intraprendere. Per affrontare i grandi nodi della vita dei centri urbani, immigrazione in primis, bisogna sciogliere un nodo preliminare. In altre parole, oggi occorre decidere se le città possono essere ancora agenti di sviluppo sociale o se a colpi di tagli le si considera unicamente centri di spesa da tagliare».