Con il nubifragio, battesimo shock per il nuovo 118

La centrale operativa interprovinciale messa a dura prova dal black out dei telefoni causato dall'allagamento dello snodo Telecom di Parma. I responsabili del Soccorso: "Il 118 non è mai venuto meno"

REGGIO EMILIA. All'appello mancano ancora i telefonini più vetusti, quelli prima degli smartphone, ma la rete Tim (e quella fissa Telecom) nella nostra provincia ha ripreso a funzionare già da martedì notte. Per la centrale Telecom di Parma, i danni restano comunque ingentissimi: le prime stime parlano di un milione di euro.

La Telecom mantiene il riserbo sul numero dei cellulari che per circa 36 ore sono stati interessati al black-out. Tra questi ci sono anche le linee utilizzate dalla centrale operativa del nuovo 118 che da meno di una settimana si era trasferito proprio a Parma.

"E' importante che le persone sappiano che il sistema telefonico del 118 non è mai caduto, è sempre stato attivo, e che non abbiamo notizia di richieste di soccorso rimaste inevase" precisa il direttore della Centrale operativa del nuovo 118 interprovinciale, Adriano Furlan.

Proprio nel momento in cui operatori e volontari lottavano contro due metri di acqua fangosa per evacuare 95 persone dall'ospedale delle Piccole Figlie, nella sala di via del Taglio ci si dava da fare per attivare un "piano B" per tutti gli utenti che componendo il 118 trovavano il segnale muto.

"A causa dell'allagamento della centralina tutta la dorsale Telecom è saltata da Piacenza a Modena, con blackout delle comunicazioni telefoniche e dati anche per gli operatori che si appoggiano a quella rete - spiega il responsabile infermieristico Antonio Pastori - quindi, sebbene le centrali operative funzionassero, chi componeva i numeri di emergenza non riusciva a raggiungerle. Un problema da affrontare subito".

Sono state messe in campo le opportunità offerte dalla rete telefonica regionale di emergenza. Un sistema che ha consentito di deviare le chiamate al 118 provenienti da utenze Telecom su ponti ripetitori diversi. In particolare, le telefonate dal bacino colpito dal blackout sono state inviate a Bologna e da lì sono tornate nella centrale di via Del Taglio.

"Questo ci ha garantito di dare continuità al sistema di emergenza, abbiamo ricevuto gran parte delle chiamate - continua Pastori - per quei rari casi di mancato contatto diretto, si è attivata la strategia del 'porta a porta'".

Ovvero, la capillare e consolidata rete di volontariato su tutta la provincia di Parma ha raccolto le richieste e le ha inviate alla Centrale tramite la via di comunicazione più tradizionale e importante per gli operatori del soccorso: la radio.