La "Piazzetta Reggiane" al Museo Caproni di Trento

Niente spazi per la memoria a Reggio: in attesa del museo previsto al tecnopolo, Trento colleziona "pezzi da novanta" del settore Avio
Le schede del museo

TRENTO. Unico nel suo genere, il museo dell'aeronautica dedicato alla memoria di Gianni Caproni e ospitato nei padiglioni dell'aeroporto di Trento onora la memoria delle Officine Meccaniche Reggiane, dedicando una piazzetta alla gloriosa storia del settore avio.

Al museo di Trento sono esposti il troncone di coda di un RE 2005, un motore  FIAT  A74 RC 38 costruito su licenza dalle Reggiane  e un trimotore SM 79 – colorazione Libano.

Inoltre, grazie all'impegno di Adriano Riatti (curatore dell'Archivio digitale delle Reggiane per l'Università di Modena e Reggio, assieme al figlio Paolo) e del gruppo Auiser di Cavriago, una serie di modelli dei mitici aerei da combattimento usciti dallo stabilimento di Reggio Emilia: un RE2005 del bergamasco Angelo Longhi, nipote del progettista Roberto Longhi, un RE2000 di  Henry Bertoja di Padova, un RE 8000 di  Lineo Terzi e Franco Cucchi di  Cavriago.

Il gruppo Auser di Cavriago, dal 2005 a oggi, ha realizzato tre modelli di aerei partendo da progetti delle Reggiane. Uno è al padiglione Buccola (facoltà di Ingegneria), un altro al Museo dell’Aeronautica militare di Vigna di Valle; il terzo (Re8000) è stato donato nel 2012 al Caproni per “mancanza di spazio a Reggio”.

Adriano Riatti è il trait-d'union tra Reggio e Trento e non ha mai risparmiato critiche a come la sua città si sia per troppo tempo dimenticata delle Reggiane: "Lì  si è fatta la storia. Ma oggi a Reggio, dal punto di vista istituzionale, c’è poco interesse a ricordare. Questo patrimonio però non deve andare perduto: ecco l’idea dell’archivio digitale con Paolo e la collaborazione con l’Auser per la creazione di modelli di aerei nati da vecchi carteggi».

I cacciabombardieri Re 2001, prodotti a Reggio Emilia

Riiatti, com’è nato questo impegno così forte per le Officine?

«Mio padre ci lavorava, quindi in casa ne ho sempre sentito parlare. I racconti poi si sono tramutati in un interesse che ho trasmesso a mio figlio. Da vent’anni insieme ci occupiamo della digitalizzazione di documenti, carteggi, foto, interviste. Un patrimonio che è a disposizione di tutti da quando è diventato un archivio digitale tutelato dall’Università. Poi con l’Auser di Cavriago è nato il resto, ovvero coi modellisti Lino Terzi e Franco Cucchi è iniziata la realizzazione di modelli volanti di velivoli; col tempo si sono aggiunte altre preziose mani esperte».