Centrale unica, il 118 di Reggio trasferito a Parma

Nasce la Centrale Emilia Nord, da dicembre si unirà anche Piacenza. Gestirà soltanto le chiamate, gli operatori sulle emergenze saranno gli stessi

REGGIO EMILIA. Scatta l’ora x per il 118. Da questa mattina alle 8.30, infatti, a rispondere non sarà più la centrale operativa di Reggio, bensì quella di Parma anche per le emergenze del nostro territorio. Nasce, dunque, ufficialmente oggi la Centrale Emilia Nord. «Per i cittadini non cambierà niente, il servizio continuerà a funzionare esattamente come prima». A rassicurare sulla rivoluzione dell’emergenza è la dottoressa Anna Maria Ferrari, direttore di Pronto soccorso e Medicina d’urgenza. Il trasferimento riguarderà soprattutto i 22 operatori del 118 reggiano. Per loro, sì, da oggi la vita cambia.

GLI OPERATORI. «In sette lavoreranno alla centrale di Parma – prosegue la dottoressa Ferrari – Solo loro si sposteranno e sono stati scelti su base volontaria. Resteranno là 8-14 mesi, poi potranno rientrare su Reggio. Vuol dire che per ogni turno ci sarà sempre un reggiano presente alla centrale, questo per il tempo necessario per avviare la centrale. Gli altri, invece, continueranno a lavorare sulle automediche qui e sulle auto infermieristiche: i mezzi, infatti, continueranno a essere abitati dai nostri professionisti, continueranno a essere gestiti da loro». La questione, dunque, è questa: a rispondere alle chiamate di aiuto di Reggio e provincia da oggi sarà la centrale operativa del 118 di Parma. Toccherà agli operatori ducali gestire quelle circa 43mila chiamate l’anno per eventi di emergenza che si verificano sul nostro territorio.

LE EMERGENZE. A seconda dell’emergenza stessa, dunque, attiveranno i mezzi di Croce Rossa, Croce Verde e delle altre associazioni di volontariato attive sull’emergenza e i professionisti di Reggio per intervenire. Questi ultimi resteranno gli stessi e lavoreranno esattamente come prima. «Tutto il volontariato, tutta la rete dell’emergenza resterà qui – ribadisce il direttore della Medicina d’urgenza – tutti i protocolli della gestione dei materiali, dei defibrillatori, e di tutti le problematiche che non riguardano l’emergenza continueranno a essere gestite da Reggio». Non tutto, dunque, verrà gestito da Parma. Nella centrale operativa reggiana, infatti, resterà attivo anche un operatore. A lui verranno dirottate alcune chiamate da Parma: pensiamo alla gestione del soccorso animali (quella di Reggio è l’unica centrale in regione che gestisce questo tipo di servizio e nonostante il trasferimento a Parma continuerà a rimanere nella nostra città). «Adesso parte la fase transitoria di questo passaggio, che potrà subire aggiustamenti e modifiche – chiarisce la Ferrari – Certe urgenze e certi servizi, compresi i trasferimenti tra ospedali, potrebbero tornare a essere gestiti direttamente da Reggio».

TRE CENTRALI. La rivoluzione, dunque, non finisce qui. Anche perché la Centrale dovrà presto inglobare anche le emergenze del 118 di Piacenza: il trasferimento della terza provincia è previsto per il mese di dicembre. Con l’inaugurazione della nuova centrale sovraprovinciale si va a completare la riforma del 118, che da qualche anno sta interessando l’Emilia Romagna. Dallo scorso mese di gennaio, infatti, è operativa la Centrale Emilia Centro che riunisce Bologna, Ferrara e Modena. Mentre il servizio unico della Romagna, incentrato sulla centrale di Ravenna, è stato il primo a essere attivato e ormai funziona in maniera collaudata da oltre 5 anni. A spingere per il progetto è stato lo stesso assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti. Il quale ha sempre evidenziato il fatto che si tratta di una riorganizzazione di tipo qualitativo e non semplicemente quantitativo, con la riduzione da nove a tre delle centrali operative sul territorio regionale dell’Emilia Romagna. Le centrali così riformate, infatti, possono contare su tecnologie aggiornate e più avanzate, per servire un milione e mezzo di abitanti ciascuna. E per le quali la Regione ha speso qualcosa come 50 milioni di euro. All’obiezione che viene spontanea fare relativamente al fatto che chi risponderà non potrà conoscere esattamente il territorio, poichè lo farà da un’altra provincia, era stato lo stesso assessore Lusenti intervistato dalla Gazzetta a spiegare come funzionerà l’invio dei mezzi: «Nella centrale unica quando arriverà una chiamata immediatamente sarà individuata la cella telefonica da dove è partita la chiamata. Non sarà nemmeno necessario dire dove ci si trova. Sarà la tecnologia a dirlo e con il navigatore si muoveranno i mezzi di soccorso».