Svolta sui brogli alle comunali: indagato il presidente Drammis

Secondo la Digos il 58enne Pietro Drammis è l'autore della falsificazione di 31 schede in favore degli attuali consiglieri Salvatore Scarpino e Teresa Rivetti

REGGIO EMILIA. Pietro Drammis, presidente del seggio 7 durante le scorse elezioni per il nuovo consiglio comunale di Reggio Emilia, è indagato per aver falsificato di proprio pugno 31 schede elettorali, aggiungendo tra le preferenze i nomi di Salvatore Scarpino e di Teresa Rivetti, entrambi poi eletti in Sala Tricolore. A darne notizia è la Digos di Reggio Emilia, che ha svolto le indagini dirette dal sostituto procuratore Isabella Chiesi.

L'inchiesta era partita su segnalazione del Movimento 5 stelle, che aveva presentato un esposto relativo a irregolarità in due diversi seggi: il 7 e il 149. Nel primo caso la contestazione si è rivelata veritiera, secondo quanto dichiarato dagli investigatori della questura di Regggio Emilia, che avevano sequestrato le 31 schede con voto di lista del Pd sulle quali (nella sezione 7 di via Montegrappa) sono comparse con una ripetitività molto sospetta le preferenze a nome dei due candidati. Drammis è l'unico iscritto nel registro degli indagati, perché ritenuto "inconfutabilmente l'autore materiale" che "ha fraudolentemente alterato durante le fasi dello spoglio, 31 schede elettorali falsificandodi proprio pugno i nomi in favore di candidati poi eletti".

Le irregolarità erano state segnalate durante le operazioni di scrutinio della tornata elettorale che ha portato all'elezione dell'attuale sindaco Luca Vecchi, succeduto a Graziano Delrio. Durante le operazioni, i rappresentanti del M5s si erano insospettiti dopo aver rilevato la medesima calligrafia in schede diverse. Il fatto era stato subito denunciato alla procura, che ha fatto intervenire esperti grafologi della Polizia scientifica di Roma, che hanno consentito di accertare le responsabilità in capo a Drammis.

L'allora presidente del seggio avrebbe agito senza alcun complice, come scrivono gli investigatori. In pratica Drammis avrebbe alterato le preferenze delle schede dei 31 elettori, prendendo la penna e scrivendo i due nomi nascosto da una delle urne, mentre il resto dei componenti del seggio erano intenti nelle operazioni di spoglio. Drammis - che non ha la tessera del Pd - aveva già svolto il ruolo di presidente di seggio nelle tornate precedenti.

Per quanto riguarda il seggio 149 la Digos non ha trovato alcuna evidenza che possa portare all'iscrizione di altri indagati. Le indagini non sono però ancora concluse.