Centrale del 118, pronto il trasloco a Parma

Si lavora al trasferimento, previsto l’8 ottobre. A Reggio resteranno i medici e le ambulanze

REGGIO EMILIA. Le proteste s'erano fatte sentire. Per due anni il progetto si era scontrato con la diffidenza e il timore di un peggioramento del servizio. Ora, però, sta per arrivare in porto. In tempi brevi, probabilmente dall'8 ottobre, il 118 verrà trasferito a Parma, da dove gli addetti risponderanno anche alle chiamate provenienti dalla nostra provincia. Rimarranno negli ospedali reggiani, invece, i medici, gli infermieri, le automediche e le autoambulanze che intervengono sul nostro territorio. Quindi non s'allungheranno i tempi del soccorso. L'accorpamento riguarda esclusivamente la sala che risponde alle chiamate e, quindi, dispone l'invio degli uomini e dei mezzi più vicini al luogo dell'infortunio o dell'emergenza sanitaria. Il progetto nasce dalla Regione, che si propone di razionalizzare il sistema diminuendo i costi senza intaccare la sostanza del servizio. E' già stato attuato da tempo in Romagna, dove il 118 è stato unificato con risultati soddisfacenti. Si prevede che in Emilia Romagna, al posto delle nove centrali provinciali, ne rimangano tre: una per la Romagna, una per l'Emilia centrale (Bologna, Modena e Ferrara) e una per l'Emilia occidentale, che da Parma servirà anche Reggio e Piacenza. Il 118 di Piacenza dovrebbe chiudere i battenti in dicembre. Da allora la sala unica di Parma gestirà un bacino di utenza di un milione e 200mila abitanti, corrispondenti alla popolazione delle tre province. Secondo l'assessore regionale Carlo Lusenti non c'è il rischio che si perdano professionalità qualificate: «La direzione strategica e organizzativa, che coordina i volontari e il personale specializzato, resterà dov’è. Anche le ambulanze, le automediche e tutti gli altri mezzi di soccorso resteranno al loro posto per poter coprire adeguatamente il territorio di competenza. A girare saranno soltanto i centralinisti».

Luciano Salsi