Agricoltori all’angolo: case e capannoni “invadono” i campi

A Reggio si coltivano 102mila ettari su 130mila agricoli totali: calo drastico negli anni generato anche dalla speculazione

REGGIO EMILIA. Il tema dell’erosione dei suoli agricoli da parte della cementificazione urbana ed industriale è sempre di estrema attualità anche se la crisi contingente sta contribuendo, in senso positivo, ad un arresto forzato di un fenomeno che nella nostra provincia ha toccato l’apice fra il 1990 ed il 2000.

Reggio, in effetti, sotto questo aspetto, sarebbe una provincia particolarmente virtuosa visto che a livello nazionale negli ultimi 50 anni l’erosione di superficie agricola ha viaggiato al ritmo del 7,8% ogni decennio mentre nel nostro territorio la media è stata del 6,6%. Un valore comunque preoccupante che però potrebbe vedere questo risultato ancora più lodevole se non fosse per un particolare decennio di forte crescita industriale e vivace attività edificatoria. L

’analisi dettagliata dei dati dei sei censimenti generali dell’agricoltura, realizzati dall’Istat a cadenza decennale a partire dl 1961, emerge un gravissimo crollo della superficie agricola complessiva fra il 1990 ed il 2000. In quel decennio, secondo i valori divulgati dall’istituto di statistica, a Reggio Emilia la superficie agricola è diminuita del 22% quando nei decenni precedenti la perdita di suolo agrario era sempre stata dell’ordine del 5% se non inferiore.

In quegli anni l’anomalia della sottrazione dei suoli coltivabili, dovuti specificatamente al cambio di destinazione d’uso, ha interessato tutto il territorio regionale che ha visto solo Parma comportarsi peggio di noi quando invece la media regionale di questa anomala erosione è stata del solo 9%. Ma la superficie agricola complessiva, quella che comprende anche le aree aziendali improduttive, è un valore differente rispetto alla superficie agricola utilizzata che è riferita alle sole aree coltivate.

Nel reggiano, queste, fra il 1961 ed il 1990, sono sempre state il 73% circa della superficie agricola totale mentre negli ultimi due decenni questo rapporto è migliorato attestandosi all’odierno 80%. Oggi a Reggio si coltivano 102mila ettari su 130mila agricoli complessivi. Una nuova tendenza che deve essere innanzitutto letta come un incremento virtuoso dell’utilizzo dei suoli agricoli effettivamente coltivati. Tutto sommato quindi la provincia di Reggio, nonostante quel grave peccato compiuto nel decennio conclusosi a fine secolo, si è comportata meglio di quanto è accaduto a livello nazionale dove l’erosione di suoli agricoli negli ultimi 50 anni è stata del 39% rispetto al nostro 33%.

Ancora più virtuoso il rapporto fra superficie agricola totale e superficie agricola utilizzata che però dipende molto anche dalla conformazione del territorio. Nel 1961 in Italia si coltivava il 79% della superficie agricola complessiva mentre oggi questo valore è sceso al 58% quando a Reggio invece, come detto, questo valore si è portato all’80%. In questi 50 anni ovviamente sono molte altre le profonde trasformazioni dell’agricoltura reggiana come per esempio la riduzione del 76% del numero delle aziende agricole che però hanno quasi triplicato la loro superficie aziendale media.