Rifiuti, ecco come sarà l’impianto Tmb di Gavassa

La «fabbrica dei materiali» vedrà la luce nel 2016. Tutino: «Abbasseremo le tariffe dello smaltimento»

REGGIO EMILIA. Reggio Emilia traccia una nuova rotta per la gestione del ciclo dei rifiuti. Per l'assessore comunale all'ambiente Mirko Tutino il modello di raccolta vigente, che combina cassonetti stradali e raccolta differenziata «porta a porta» differenziandosi nelle varie zone della città, ha infatti ormai raggiunto «la piena potenzialità dei risultati».

Dunque, dopo la vicina parma, anche la città del tricolore si avvia ad estendere integralmente sul territorio la raccolta porta a porta. si tratta di un percorso che, assicura il sindaco Luca Vecchi, non sarà calato «a freddo» sulla testa dei cittadini, ma partirà in autunno con un «confronto aperto con la città» focalizzato anche sulla sostenibilità tariffaria ed economica dell'operazione.

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Nel frattempo, con le due delibere approvate il 21 luglio dalla conferenza dei servizi e il giorno successivo dalle giunte comunale e provinciale, è stata posta la prima pietra dell'impianto di trattamento dei rifiuti di Gavassa che entrerà in funzione nel 2016 e che, sulla base della programmazione prevista dal piano regionale, ha subito rilevanti modifiche progettuali.

In particolare, quello che si sarebbe dovuto occupare del trattamento meccanico biologico dei rifiuti sarà invece un impianto deputato al solo trattamento meccanico, lavorando dunque solo sulla frazione secca dei rifiuti conferiti, ed escludendo l'organico che sarà portato altrove.

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Rispetto al vecchio Tmb, che prevedeva di trattare 150 mila tonnellate di rifiuti all'anno provenienti dal solo territorio reggiano, cambia in primo luogo la «taglia» dell'impianto. La nuova «fabbrica dei materiali» infatti tratterà inizialmente circa 105 mila tonnellate che a regime, una volta che la raccolta differenziata sarà estesa a oltre metà della popolazione provinciale, si ridurranno a 87 mila. Dei rifiuti in entrata, circa il 40% verrà trasformato in nuovi materiali riutilizzabili, un altro 40% diventerà materiale biostabilizzato (da utilizzare come strato di copertura di discariche già esistenti) e il 15% sarà inviato a smaltimento in siti definiti dalla regione.

Sempre l'ente di viale Aldo Moro avrà l'ultima parola sulla destinazione della frazione organica dei rifiuti reggiani- pari a circa 29 mila tonnellate- ma l'ipotesi più logica, considerando la vicinanza e il fatto che la Provincia di Modena ha chiesto con un'osservazione al prgr di tenerlo aperto, sarebbe l'impianto di Carpi. La nuova fabbrica dei materiali sorgerà sempre a Gavassa (su un'area di proprietà di Iren ma vincolata da una variante urbanistica del comune di reggio del 2012) ma con dimensioni ridotte di 10 mila metri quadri rispetto al vecchio tmb e dovrebbe inoltre costare meno. Le stime parlano di 35 milioni, contro i 53 del vecchio progetto, somma significativamente inferiore a quella per la realizzazione di un termovalorizzatore (200 milioni circa)

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I vantaggi economici dovrebbero coinvolgere anche le tariffe dei cittadini che si presume si attesteranno poco al di sotto dei 150 euro, contro i 155 euro pagati dai parmigiani, che pure si trovano a convivere con l'inceneritore di Ugozzolo. Infine per quanto riguarda la realizzazione dell'impianto si prevede di assegnare i bandi - per la parte elettromeccanica, per le opere civili, e per le opere di urbanizzazione- entro la fine del 2014.

I lavori sono stimati in 18 mesi con apertura nel 2016. Soddisfatto il sindaco di Reggio Luca Vecchi: «è un primo risultato concreto del lavoro di questi primi 30 giorni, che prosegue quello impostato negli anni scorsi, ma che ha richiesto un'attenzione particolare dell'amministrazione per varare questo atto. a reggio- prosegue Vecchi- abbiamo da sempre sperimentato e consolidato un modello di gestione dei rifiuti innovativo e per certi versi anche originale, che ci ha consentito di ottenere risultati importanti nella raccolta differenziata e spegnere l'impianto di Cavazzoli senza accendere un nuovo inceneritore. Con l'atto amministrativo di oggi il comune di reggio e tutti i comuni della provincia si mettono in condizione di realizzare definitivamente l'impianto di trattamento meccanico a Gavassa».

Negli obiettivi di mandato inoltre «noi puntiamo ad estendere la raccolta differenziata arrivando fino al 70% e soprattutto ad introdurre quella che è la fase più avanzata di questo progetto che è la tariffa puntuale». Quindi, promette Vecchi, «ci lavoreremo seriamente da settembre con un confronto aperto nella città e nelle commissioni consiliatri competenti. penso che reggio potrà così diventare la prima città di medie dimensioni ad avere non solo un'alta performance di raccolta ma anche un tariffazione innovativa e per certi versi inedita».