Barriere architettoniche nel centro di Guastalla

Tosi denuncia tre situazioni critiche: la passerella dal portico a piazza Mazzini («Pronto a pagarla io»), gli esercizi pubblici wc adeguati e la sede dell’Anffas

GUASTALLA. Da anni si occupa dell’organizzazione di eventi di beneficenza con un occhio di riguardo per la disabilità. E anche la lettera che di recente ha inviato al sindaco Camilla Verona contiene spunti e richieste con l’obiettivo di aiutare chi è meno fortunato.

Ginetto Tosi, volto storico guastallese da sempre impegnato nel sociale, ha sottoposto al primo cittadino tre punti critici che interessano direttamente i disabili, proponendo soluzioni e rendendosi disponibile per contribuire al finanziamento delle stesse. La prima richiesta da parte di Tosi – avanzata a nome del gruppo di amici con il quale organizza le varie kermesse – è una passerella in pietra di Liserna (lunga 5,70 metri e larga 1,20) dal portico di via IV Novembre a piazza Mazzini, dove si svolgeranno, alla fine dei lavori post terremoto, i principali eventi guastallesi. «Già nel 2010 – spiega Tosi – avanzai questa richiesta e mi venne risposto che la Sovrintendenza alle Belle Arti non avrebbe permesso un intervento sul ciottolato storico della piazza. Anche se faccio presente che a Guastalla esiste già una passerella simile, in via Carducci. Questa spesa, preventivo alla mano, sarebbe di 1500 euro e sono disposto ad accollarmene totalmente il costo, senza alcun onere per la comunità».

Il secondo aspetto riguarda gli esercizi pubblici molti dei quali, non sono muniti di water ma solo di turca, il cui utilizzo è problematico per chi ha problemi motori. «La mia proposta – prosegue Tosi – è quella di proporre, o imporre tramite ordinanza, la dotazione del water a tutti i locali pubblici, dal momento che la spesa sarebbe solo di circa 150 euro. I locali potrebbero dedurre le spese dalle tasse comunali, e in caso estremo io e i miei amici siamo pronti a dare una mano». L’ultimo punto sollevato da Tosi riguarda l’Anffas.Nell’attuale sede di via Catelani vivono in due appartamenti sette persone con due assistenti. Tosi propone di trasferire queste persone in via Rosario, dove sarebbe disponibile una struttura in cui ognuno potrebbe disporre di una camera singola, oltre a un’ampia cucina e giardino.

«Mi hanno spiegato – prosegue – che l’ascensore presente non è un ascensore ma un montacarichi. E che non esiste una scala esterna di sicurezza. Ammesso che sia così, visto che si tratta di una struttura con piano terra e primo piano, quanto potranno mai costare una scala e un ascensore? Se il problema sono i soldi, crediamo che basterebbe organizzare una festa pubblica in meno, per un solo anno. Riconosco – conclude Tosi – che si tratta di piccole cose rispetto agli enormi problemi di una comunità. Ma si risolverebbero con un solo intervento ed alleggerirebbero tante difficoltà».

Andrea Vaccari