Costi parla e ammette le sue responsabilità

Cinque ore di interrogatorio per l’imprenditore finito in cella con Marco Gibertini

REGGIO EMILIA. E’ durato quasi cinque ore l’interrogatorio dell’imprenditore 40enne Omar Costi, finito in manette nell’ambito dell’inchiesta della maxi-frode fiscale che ruota intorno alla figura del giornalista Marco Gibertini.

Ieri mattina ha lasciato il carcere di Piacenza, dove è ristretto ormai da diverse settimane, per raggiungere il quinto piano della procura. E provare a spiegare al sostituto procuratore Valentina Salvi il suo ruolo in questa intricata vicenda, che ha fatto tremare l a Reggio bene.

«Ha ammesso i fatti e ha avuto un atteggiamento assolutamente collaborativo» spiega l’avvocato Liborio Cataliotti, che con il collega Costantino Diana difende l’imprenditore.

Costi è accusato di emissione di fatture false. Ma su di lui pesa anche un’altra inchiesta: quella su usura ed estorsione ai danni di una imprenditrice reggiana e di un imprenditore edile parmigiano, che aveva già fatto finire in manette l’imprenditore di origine cutrese Antonio Silipo.

Ora, la difesa di Costi punta all’ottenimento degli arresti domiciliari. Già il Riesame di Bologna, nelle scorse settimane, aveva respinto la richiesta. Ma alla luce di questo interrogatorio e della collaborazione fornita alle indagini, l’avvocato Cataliotti è convinto che ci possano essere le condizioni e lunedì farà richiesta. La decisione spetterà al gip. (el.pe)