Dallo Schiaccianoci a Don Q. il balletto al Valli e all’Ariosto

In programma una prima assoluta, due prime italiane e un debutto a Reggio Sul palco torna anche l’Akram Khan Company con “Kaash”

REGGIO

Il cartellone della prossima stagione di danza de I Teatri, tra contemporaneo e tradizione, appare particolarmente variegato.

Ci saranno una prima assoluta (“Don Q.” con Aterballetto), due prime italiane (Peeping Tom con “Vader”, e Carolyn Carlson Company), un debutto a Reggio Emilia per l’unico ensemble inglese tutto al maschile (Balletboyz), il ritorno di un coreografo internazionale (Akram Khan Company con “Kaash”) e uno spettacolo che è stato definito un capolavoro di circo contemporaneo (“Plan B” di Aurélien Bory). Inoltre ritornerà al Valli, dopo tanti anni, “Lo Schiaccianoci”, un grande classico amato da grandi e bambini.

La compagnia di teatro/danza belga Peeping Tom presenta “Vader” il 10 e l’11 ottobre al teatro Ariosto: una  pièce che  gioca sulla distanza tra percezione e realtà in un corpo in declino e in una mente senile.

Don Chisciotte è uno e centomila e ognuno può ritrarre il suo: lo fa anche Eugenio Scigliano, nel nuovo progetto “Don Q. Don Quixote de la Mancha” per Aterballetto (in scena il 17 ottobre al Valli).

Quella dei Balletboyz (26 novembre all’Ariosto) è la compagnia vincitrice del British National Award quale miglior compagnia contemporanea britannica del 2013.

L’Akram Khan Company ritorna a un anno di distanza con “Kaash” (17 gennaio teatro Valli), nato dalla collaborazione del coreografo con due celebri talenti, il visual artist Anish Kapoor ed il compositore Nitin Sawhney, mentre “Lo Schiaccianoci”, andrà in scena l’11 febbraio nella versione creata nel 1934 da Vasilij Vajnonen, con il Balletto Yacobson di San Pietroburgo.

Attesa anche la prima italiana della Carolyn Carlson Company (13 marzo al Valli) con una coreografia che la stessa Carlson descrive come «metafora meditativa»: un’opera rivolta a quelle case e a quei luoghi indelebili che noi abitiamo, che testimoniano la forte aspirazione dell’umanità alla sicurezza. Da ultimo “Plan B” (24 aprile al Valli), in cui si ritrovano gli elementi fondamentali del teatro di Aurélien Bory: una scenografia vivente come un’installazione e una danza dalla forte vena acrobatica per una visione della drammaturgia aperta all’arte contemporanea, cinematografica e circense.